RUSSIA. Mosca riprende gli acquisti di valuta estera

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La Russia riprenderà gli acquisti di valuta estera sul mercato aperto per incrementare le riserve sovrane dopo una pausa di otto mesi, segno dei timori del paese che le nuove e importanti sanzioni possano affondare il rublo. Il ministero delle Finanze russo spenderà 257 miliardi di rubli in valuta estera dal 15 gennaio al 6 febbraio, ha detto il ministero. L’annuncio, che era previsto, non ha causato grandi movimenti nel tasso di cambio rublo-dollaro, con un dollaro che ha veniva acquistato per 67 rubli la scorsa settimana, riporta Efe.

Il governo russo destina per legge i ricavi delle vendite di petrolio al di sopra dei 40 dollari al barile nelle riserve internazionali per ridurre la vulnerabilità del paese agli shock del mercato petrolifero. Ad aprile 2018, dopo che il rublo è stato colpito dalle sanzioni statunitensi e da un crollo dei mercati emergenti, il paese ha smesso di comprare valuta estera sul mercato aperto nel tentativo di stabilizzare la valuta. La ripresa degli acquisti in dollari, in teoria, potrebbe esercitare ulteriori pressioni sul rublo. Ma la banca centrale russa, che acquista valuta estera per il ministero delle Finanze, ha detto che la ripresa degli acquisti sarà graduale e modesta nei volumi giornalieri per mantenere stabile il tasso di cambio del rublo.

La valuta russa ha perso quasi un quarto del suo valore rispetto al dollaro nel 2018, alimentando l’inflazione e cancellando la crescita del reddito reale, ma è rimasta stabile negli ultimi mesi dell’anno. Il rientro sul mercato valutario russo, annunciato a dicembre, mostra che i suoi funzionari valutari di Mosca ritengono che l’impatto peggiore delle sanzioni occidentali esistenti, volte a punire la presunta ingerenza del Cremlino nelle elezioni Usa ed europee e l’uso di armi chimiche, è svanito.

Mosca spera così che la costituzione di riserve le fornirà un baluardo finanziario qualora le relazioni con l’Occidente dovessero deteriorarsi di nuovo. Per ridurre la sua esposizione al dollaro, la scorsa settimana la banca centrale russa ha rivelato di aver portato le sue riserve in dollari a un minimo storico, spostando 100 miliardi di dollari nel 2018 in euro, yuan e yen per salvaguardarsi da qualsiasi futura restrizione all’uso del sistema finanziario russo.

Lucia Giannini