RUSSIA. Mosca, Pechino e il vaso Pandora mediorientale

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Russia e Cina hanno espresso la loro preoccupazione per i piani degli Stati Uniti di dispiegare più truppe in Medio Oriente in un contesto di accresciute tensioni con l’Iran.

La Russia ha detto, il 18 giugno, agli Stati Uniti di abbandonare quelli che ha definito piani provocatori per dispiegare più forze. Il segretario alla Difesa Usa ad interim Patrick Shanahan ha detto infatti che Washington prevede di inviare altri circa 1.000 soldati in Medio Oriente per scopi difensivi. Il vice ministro russo degli Esteri Sergei Ryabkov ha detto ai giornalisti che Mosca ha ripetutamente messo in guardia Washington e i suoi alleati regionali su quello che ha definito «l’impensabile e sconsiderato aumento delle tensioni in una regione esplosiva (…) Ora quello che vediamo sono infiniti e sostenuti tentativi degli Stati Uniti di aumentare la pressione politica, psicologica, economica e sì, la pressione militare sull’Iran in modo piuttosto provocatorio. Queste azioni non possono essere valutate come qualcosa di diverso da un corso consapevole per provocare la guerra», riporta Asharq Al Awsat.

Il presidente Hassan Rouhani ha detto il 18 giugno che l’Iran non farà la guerra contro nessuna nazione e il Cremlino ha esortato alla moderazione da tutte le parti.

Il ministro degli Affari esteri cinese e consigliere di Stato, Wang Yi, ha detto che il mondo non dovrebbe aprire un “vaso di Pandora” in Medio Oriente, invitando Teheran a non abbandonare l’accordo nucleare del 2015.

Parlando a Pechino, il consigliere di Stato ha detto ai giornalisti che Pechino è «ovviamente molto preoccupata» per la situazione nel Golfo e con l’Iran, e ha invitato tutte le parti ad allentare la tensione e non puntare allo scontro: «Invitiamo tutte le parti a rimanere razionali e ad esercitare moderazione, e a non intraprendere azioni escalation che irritano le tensioni regionali, e non aprire un vaso di Pandora (…) In particolare, la parte statunitense dovrebbe modificare i suoi metodi di pressione estrema (…) Qualsiasi comportamento unilaterale non ha alcun fondamento nel diritto internazionale. Non solo non risolverà il problema, ma creerà solo una crisi ancora maggiore».

Wang ha anche detto che l’accordo nucleare iraniano è l’unico modo possibile per risolvere il suo problema nucleare, e ha esortato l’Iran ad essere prudente: «Comprendiamo che le parti interessate possono avere preoccupazioni diverse, ma prima di tutto l’accordo nucleare globale dovrebbe essere attuato correttamente (…) Speriamo che l’Iran sia cauto nel processo decisionale e non abbandoni leggermente questo accordo». 

Anna Lotti