RUSSIA. Mosca appoggerà solo sanzioni contro i test nucleari nordcoreani

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La Russia può sostenere una nuova risoluzione promossa dagli Stati Uniti sulla Corea del Nord al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quando si tratta di fermare i test nucleari, ma non appoggerà le sanzioni unilaterali. Lo ha detto a Ria Novosti il vice presidente del comitato della Duma per gli affari internazionali Alexei Chepa, del partito Spravedlivaja Rossija (Russia Giusta), partito politico russo di centrosinistra, a ispirazione socialista.

In precedenza, il 9 settembre, la missione permanente degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, aveva detto che gli Stati Uniti metteranno ai voti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione sulle sanzioni contro la Corea del Nord l’11 settembre.

«Se questa risoluzione servirà a fermare i test nucleari, allora penso che Mosca la sosterrà. Se questa risoluzione si applicherà a eventuali sanzioni unilaterali, che non ci danno alcun risultato, e lo stiamo vedendo, siamo in grado di dire che una simile risoluzione non avrà il nostro sostegno. Tutto dipende da come sarà il testo di questa risoluzione» ha detto Chepa a Ria Novosti.

L’influente parlamentare russo ha poi sottolineato che la Russia non prende mai una posizione di parte: «Abbiamo sempre agito in modo ragionevole, sulla base delle condizioni che sono necessarie in primo luogo per evitare soluzioni di destra, soluzioni neo-conservative» ha detto il deputato.

La posizione della Russia, delineata dal presidente Vladimir Putin, ha finora sottolineato l’inefficienza della crescente pressione sulla Corea del Nord attraverso le sanzioni, il dispiegamento di nuovi sistemi antimissile in Corea del Sud, il Thaad, che ha innescato intorno alla coreana isterie belliche. Secondo il presidente russo, riporta Ria, la Corea del Nord, mangerà erba, ma non abbandonerà i suoi programmi nucleari e missilistici finché non si sentirà al sicuro.

Garantire la sicurezza, ha detto Putin, non può che essere il ripristino del diritto internazionale, e un percorso che passa attraverso un dialogo tra tutte le parti interessate. Di conseguenza, tutte le parti interessate, tra cui la Corea del Nord, non devono avere preoccupazioni legate a minacce sulla loro distruzione.

Graziella Giangiulio