RUSSIA. Lavrov: “Non c’era così tanta russofobia nella Guerra fredda”

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Le sanzioni recentemente imposte dagli Stati Uniti contro due funzionari del ministero russo dell’Energia sono “illegali” e Mosca chiederà spiegazioni a Washington. Lo ha detto il ministro russo dell’Energia Alexander Novak, riporta Reuters.

Gli Stati Uniti hanno aggiunto funzionari russi e imprese energetiche a una lista nera di sanzioni: una persona aggiunta alla lista era il viceministro russo dell’Energia, Andrey Cherezov, che è stato sottoposto a sanzioni da parte dell’Unione europea per il suo ruolo nella consegna di turbine alla Crimea l’anno scorso.

Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti sta facendo pressioni sulla Russia, irrogando sanzioni a circa 40 aziende e individui che afferma fossero coinvolti nel conflitto ucraino. L’elenco comprende alti dirigenti e funzionari, un vice ministro, Cherezov appunto, e imprenditori.

Il comunicato stampa, che annunciava le nuove misure, è arrivato proprio mentre il rappresentante speciale degli Stati Uniti in Ucraina, Kurt Volker, stava tenendo colloqui con la controparte russa, l’assistente presidenziale Vladislav Surkov, a Dubai, riporta The Indipendent.

In un’intervista apparsa sul Kommersant il 23 gennaio scorso, il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha detto che l’Occidente era stato infettato “senza precedenti” dalla Russofobia, rendendo i negoziati impossibili: «Non era così nemmeno durante la Guerra fredda», ha detto Lavrov.

L’annuncio riporta sanzioni contro le principali imprese russe che sono stati coinvolte in progetti di infrastrutture in Crimea. Le 11 persone nella lista sono cittadini ucraini, e comprendono funzionari delle Repubbliche popolari del Donetsk e Luhansk. Il Tesoro statunitense dà seguito alle sanzioni con il suo “Kremlin report”, che riporterà i nomi e gli scheletri nell’armadio degli uomini d’affari attorno al presidente russo Vladimir Putin.

La nomina di Volker a rappresentante speciale degli Stati Uniti in Ucraina nel mese di luglio è stata vista da alcuni come un nuovo inizio. L’ex ambasciatore presso la Nato è sempre stato considerato un falco, ma godeva di grande stima a Mosca.

Antonio Albanese