RUSSIA. Lavrov: “Mosca risponderà duramente alle nuove sanzioni”

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Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che il suo paese «risponderà duramente alle misure che ci danneggeranno» dopo che gli Stati Uniti hanno ordinato nuove sanzioni.

Alla Russia era stato annunciato che doveva chiudere il consolato di San Francisco e gli uffici a New York e Washington.

La mossa ha fatto seguito alla riduzione del personale diplomatico statunitense in Russia da parte di Mosca, nel mese di luglio, di 755 persone.

Ma Lavrov ha accusato l’amministrazione Obama di aver avviato la guerra diplomatica lo scorso dicembre, riporta Bbc.

Il presidente Obama aveva espulso 35 diplomatici russi, e chiuso due strutture russe a seguito della vicenda della Crimea e della presunta interferenza nelle elezioni negli Stati Uniti.

«È stato fatto proprio allo scopo di minare le relazioni russo-americane e di impedire a Trump di avanzare proposte costruttive durante la sua presidenza (…) per rendergli il più difficile possibile attuare le promesse elettorali di normalizzare le relazioni con la Russia», ha detto Lavrov.

Il Ministro ha poi detto che la Russia sta ancora valutando la sua risposta all’ultima misura adottata da Washington: «Reagiremo non appena avremo terminato la nostra analisi», ha detto Lavrov.

Vladimir Putin non ha inizialmente risposto alle sanzioni dell’allora presidente Barack Obama, ma ha poi annunciato la drastica riduzione del personale degli Stati Uniti nel luglio scorso.

L’Amministrazione Trump ha detto che gli uffici sarebbero stati chiusi, ma nessun membro del personale russo sarebbe stato tenuto a lasciare il paese.

Il dipartimento di Stato ha detto che le azioni degli Stati Uniti erano «nello spirito di parità».

Trump aveva detto che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia erano a un «pericoloso punto basso», viste le nuove sanzioni contro Mosca imposte dal Congresso.

Trump stesso è al centro della vicenda politico-giudiziaria per le presunte interferenze della Russia sulle elezioni a suo favore.

Ma il Cremlino ha ripetutamente negato ogni interferenza e Trump ha insistito sul fatto che non vi fosse stata alcuna collusione, definendo le indagini una «caccia alle streghe».

Anna Lotti