RUSSIA. La “strategia della tensione” di ISIS corre sul filo

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La strategia del terrore di ISIS cambia. E amplifica la sua intensità, ma non la sua violenza. Mosca e Leningrado sono stati i primi teatri in cui ISIS ha sperimentato tale strategia. L’obiettivo come scritto all’ultimo numero di Rumiyah e come recitano le grafiche delle ultime settimane è: “terrorizzate i loro cuori”. Si fa riferimento in modo particolare alla Sua 33 “I coalizzati” (Al Ahzab). Sura importante, che afferma il messaggio di non ascoltare i miscredenti e gli ipocriti, in modo particolare ai versi 26 – 27: «26. Ha fatto uscire dalle loro fortezze coloro, fra la gente del Libro, che avevano spalleggiato i coalizzati ed ha messo il panico nei loro cuori. Ne uccideste una parte e un’altra parte la faceste prigioniera. 27. Vi ha dato in eredità la loro terra, le loro dimore e i loro beni e anche una terra che mai avevate calpestato. Allah è Onnipotente».

In questi versetti c’è la giustificazione teologica della nuova strategia del terrore annunciata attraverso Rumiyah e le grafiche dell’11 settembre (ricordiamo che ISIS è solita dichiarare che sta per attaccare e poi effettua l’attacco).

L’evento che si è svolto in Russia, cioè la messa in campo della nuova strategia, ha visto impegnate oltre 14 località sparse in tutta la Russia, con un numero elevato di evacuati, oltre 100mila, polizia allertata e sul campo, tensione, paura diffusa. Ma nessuna esplosione, solo telefonate che annunciavano la presenza di ordigni in scuole, uffici pubblici, cinema supermercato e centri commerciali. 

Questa è la nuova direttiva ISIS che scriveva in un post: «I supporter dello Stato Islamico devono innalzare l’allerta e terrorizzare le persone». Finti allarmi che potrebbero essere segnali per poi arrivare a un giorno “X” ad attentati multipli reali.

L’innalzamento repentino dell’allerta nei Paesi, ISIS sa, non può durare per sempre e soprattutto consente loro di prendere i tempi di reazione e organizzarsi e stabilire nuovo piani di attacco.

A questi attacchi faranno da cornice gli attacchi dei lupi solitari sparsi nel globo, come a Londra nella metropolitana ieri. Si prospetta dunque un periodo di alta tensione in cui sarà molto difficile distinguere il “virtuale” dal “reale” ed è quello che ISIS vuole per continuare a diffondere i suoi proclami e attrarre nuove leve.

Secondo servizi di sicurezza russi l’ondata di minacce in Russia avvenuta in questi giorni è stata creata da uomini dello Stato islamico. 

L’ondata di chiamate anonime di allarmi bomba ha interessato vari edifici amministrativi e commerciali, ed è durata cinque giorni, colpendo, il 13 settembre, anche Mosca: nella capitale, la minaccia ha riguardato 50 siti, soprattutto stazioni ferroviarie e centri commerciali, ed ha portato all’evacuazione di molte migliaia di persone. In solo due giorni, riportano fonti tradizionali, per simili minacce sono state evacuate più di 130mila persone da più di 420 siti. Secondo i dati preliminari, la maggior parte delle chiamate anonime aveva origine dal territorio dell’Ucraina.

Redazione

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