RUSSIA. I contractors russi vogliono rivolgersi alla CPI

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Un gruppo di associazioni che riuniscono i veterani  russi hanno intenzione di chiedere alla Corte penale internazionale, Cpi, di indagare sul dispiegamento segreto della Russia di contractor civili in Siria, Ucraina e Africa.

Secondo quanto riporta la Reuters, il reclutamento di civili per combattere all’estero è illegale in Russia, e il Cremlino ha ripetutamente negato le notizie secondo cui imprese private russe della sicurezza combatterebbero a fianco delle forze governative in Siria. Più di 100 civili russi sono stati uccisi in questi anni. Tuttavia, la Cpi non ha giurisdizione sulla Siria e non ha mai trattato casi come questo prima d’ora.

Le associazioni intendono scrivere a Fatou Bensouda, procuratore della Corte penale internazionale dell’Aia che indaga sui crimini di guerra, secondo Yevgeny Shabayev, leader di un gruppo paramilitare cosacco che dice di conoscere personalmente decine di persone che hanno svolto simili incarichi. La lettera chiederà a Bensouda di avviare un’indagine sul reclutamento di mercenari russi: «I russi combattono all’estero come “volontari” e senza un riconoscimento ufficiale da parte del governo russo», ha detto Shabayev.

I veterani dicono di non essere soddisfatti del fatto che gli appaltatori privati operino illegalmente e non godano in seguito di alcun beneficio sociale o protezione: «Infatti i civili russi (…) vengono mandati fuori dal loro paese di residenza per essere usati illegalmente per scopi militari». 

Diverse centinaia di delegati prevedono di discutere il documento in un forum il 18 novembre a Mosca e di inviarlo per posta alla Cpi il giorno dopo, ha detto Shabayev, aggiungendo che hanno lavorato sul documento per diversi mesi.

Molti cittadini russi sono stati segnalati tra i combattenti dell’Ucraina orientale dalla parte dei separatisti pro-russi. Mosca ha detto che sono andati lì come volontari.

Il Cremlino, poi, ha dispiegato ufficialmente 170 istruttori civili nella Repubblica Centrafricana e prevede di inviarne altri 60 per rafforzarli – una missione, Mosca dice, che è stata approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’anno scorso, una compagnia di sicurezza privata russa ha detto di aver effettuato una missione di sminamento in Libia.

L’organizzazione veterana ha detto, nella lettera di appello, che i contraenti russi hanno lavorato anche in Sudan, Sud Sudan, Yemen e Gabon. Gli autori del documento lettera hanno detto nel documento che assisteranno la Cpi, di cui la Russia non fa parte, se sarà avviata un’indagine.

Tommaso dal Passo