RUSSIA. FSB arresta l’addestratore del suicida di San Pietroburgo

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Il Fsb ha arrestato uno dei presunti organizzatori dell’attentato alla metropolitana di san Pietroburgo. Si tratta di Abror Azimov, arrestato il 17 aprile nel corso di una speciale operazione del Fsb, nella zona di Odintsovo di Mosca. Secondo le agenzie di intelligence, è stato lui che «ha effettuato l’addestramento del suicida Akbarzhon Jalilov». L’arresto è avvenuto dopo uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza.

Azimov è un cittadino russo, sposato e senza impiego fisso, secondo quanto comunicato dal tribunale moscovita che sta valutando il caso.

Il 18 aprile, Azimov avrebbe ammesso la sua partecipazione nell’attentato, avrebbe detto il suo avvocato, per poi ritrattare, ha detto il suo avvocato. Azimov ha ritrattato dicendo aver ricevuto un ”ordine” e di averlo eseguito ma di non avere alcun ruolo nell’esecuzione del piano, riporta Ria Novosti.

Il pomeriggio del 3 aprile, come si ricorderà, nel tratto tra le stazioni “Sennaya Ploshchad” e “Tekhnologichesky Institut-2” della metropolitana di San Pietroburgo è avvenuta un’esplosione in un vagone di un convoglio della metropolitana. Un’altra esplosione alla stazione “Nevsky” è stata evitata dalla tempestiva individuazione dell’iid. Le vittime furono 15, tra cui lo stesso attentatore suicida Jalilov.

La corte ha deciso di trattenere Asimov fino al 3 giugno, d’accordo con le argomentazioni del Fsb che il sospetto, se lasciato libero, avrebbe l’opportunità di fuggire, distruggere le prove, d’accordo con i complici non ancora arrestati. Ad Asimov è stata sequestrata una pistola Makarov.

In precedenza servizi di sicurezza di Mosca hanno arrestato sei presunti complici di Jalilov: Seyfulla Khakimov, Ibragibzhon Ermatov, Dilmurod Muidinov, Bahram Ergashev, Azamzhon Makhmudov, Mahamadyusuf Mirzaalimov, a Odintsovo. Altri due sospetti, Shohistu Karimov e Sodik Ortikov sono invece stati arrestati a Mosca.

Durante le ricerche hanno trovato un ordigno esplosivo identico a quello neutralizzato alla stazione “Nevsky”.

Le forze di sicurezza russe ritengono fondamentale aver preso vivi i membri della cellula terroristica, a differenza di quanto accaduto in altri attentati avvenuti in Occidente perché in questa maniera le indagini per disarticolare l’intera rete saranno facilitate.

Anna Lotti