Risorge la flotta russa nel Mediterraneo

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RUSSIA – Mosca 26/09/2014. La Russia sta ricordando al mondo di essere ancora una superpotenza militare.

L’esercitazione Vostok 2014, quella fatta a Kalinigrad e l’addestramento in Francia per i futuri equipaggi delle Mistral russe, stanno a dimostrarlo. La risorgente potenza marinara russa si inscrive appieno in questo rilancio. La Flotta russa del Mar Nero, tra l’altro, beneficia del sostegno supplementare dello stesso Cremlino, dopo che la Crimea è “ritornata a casa”. Il ministro della Difesa Shoigu ha fatto del potenziamento del Distretto militare Sud, una priorità: «La situazione politico-militare nella direttrice strategica Sud Ovest dall’inizio di quest’anno si è sostanzialmente modificata. È un cambiamento connesso in gran parte all’ampliamento del territorio del Distretto militare Sud dopo l’entrata della Crimea nella Federazione russa. Inoltre, la situazione in Ucraina si è fortemente aggravata e vi è un aumento della presenza militare straniera nelle immediate vicinanze del nostro confine». La commissione Difesa della Duma ha fatto sue le osservazioni di Shoigu nel chiedere la creazione di una forza «vera e propria nonché autosufficiente» sulla penisola: nello specifico, tra l’altro: un squadra bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 all’aeroporto di Gvardeyskoye in Crimea; la diffusione di sistemi di difesa aerea e gli incrementi nel personale della Fanteria Navale; incrementi nella presenza di basi, sistemi missilistici mobili Bastion-P con i missili P-800 Onyx. Non essendo più un pericolo la presenza ucraina sul Mar Nero, l’incapacità della Russia di mettere in acqua una flotta nel Mediterraneo, come aveva l’Urss, ricordo della perdita dello status della Russia subito dopo la fine della Guerra Fredda, deve terminare, si afferma nella Difesa russa. A questo va aggiunto il fatto che la capacità degli Stati Uniti e della Nato di entrare nella regione del Mar Nero, senza alcun timore plausibile dell’attuale Flotta russa del Mar Nero è un vulnus per le pretese di potenza della Russia e per il suo ruolo di attore mediterraneo. Shoigu anche sottolineato l’importanza della flotta nel febbraio del 2013 quando ha detto che : «La regione mediterranea era il cuore di tutti i pericoli per gli interessi nazionali della Russia». La Flotta del Mar Nero ha in programma di ricevere navi e sottomarini moderni, come le sei fregate classe Admiral Grigorovich e sei sottomarini Varshavyanka nei prossimi sei anni, trasformerà rapidamente questa “flotta debole” in una tra le più forti. Accanto a questi nuovi arrivi starebbero poi le tre corvette lancia missili, originariamente previste per la Flotta del Mar Caspio, che si uniranno alle sette già precedentemente previste per la flotta del Mar Nero (va anche detto che le corvette lancia missili non alterano drasticamente le capacità della flotta). È ormai chiaro che Sebastopoli diventerà la nuova casa per la Vladivostok (una Mistral francese), an cui si uniranno circa 80 nuove navi entro il 2020, secondo il comandante della flotta, ammiraglio Alexander Vitko, che arriverà a circa 206 navi. Prima dello scoppio delle ostilità, la Russia stava già costruendo una nuova base navale a Novorossiysk per ospitare i sommergibili Varshavyanka che avrebbero formato il nucleo della nuova potenza sottomarina in grado di confrontassi con quella statunitense (i Varshavyanka sono chiamati dalla marina Usa “Buchi Neri” ). Putin dovrebbe visitare la città e il porto con i «ministri competenti, i capi delle regioni, i rappresentanti dell’Agenzia per le costruzioni speciali (Spetsstroy) e di altri dipartimenti» per parlare dei piani di sviluppo delle infrastrutture portuali della regione. Già sono state costruite circa 48 strutture in tutta la regione ed è evidente che la modernizzazione delle infrastrutture militari rimane una priorità della Russia che cercherà di avere un ruolo prominente non solo nel Mar Nero, ma in tutto il Mediterraneo. La Russia presto cercherà di avere la capacità di mettere in campo e sostenere una task force militare permanente, anche se piuttosto piccola, nel Mediterraneo, composta fino ad ora con vascelli provenienti dalle flotte del Nord e del Pacifico. La Flotta del Mar Nero costituirà il nucleo di questa forza visto l’invecchiamento dell’ammiraglia, l’incrociatore lanciamissili Moskva, classe Slava. Però, nonostante il finanziamento generoso e il sostegno politico, la Flotta del Mar Nero rimarrà, anche dopo il 2020, una minaccia di medio livello per gli interessi navali della Nato nella regione, visto che la presenza della sesta flotta della US Navy.