RUSSIA. Firmato accordo con il Giappone per la gestione dei rifiuti radioattivi

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Il nucleare di per sé non è né buono, né cattivo. Dipende sempre dall’uso che se ne vuol fare. Negli anni gli impieghi “pacifici” del nucleare si sono moltiplicati, basti pensare alla strumentazione medicale per la diagnosi precoce o per la cura e ancora per la ricerca. Vedi per esempio l’evoluzione nel settore radiologico o i radiofarmaci.

Non solo, il nucleare è utilizzato per produrre energia, anche se vi sono da smaltire dei rifiuti definiti radioattivi. E proprio in questo campo si vanno moltiplicando gli investimenti per la ricerca nel settore dello smaltimento dei rifiuti radioattivi.

Rosatom, ente atomico russo, è in prima linea nel settore da molti anni e ha dichiarato l’8 settembre che ha siglato un accordo con il Giappone per promuovere tecnologie energetiche innovative nella gestione dei rifiuti radioattivi.

«I centri scientifici in Russia e in Giappone, che hanno un record di ricerca a lungo termine e un lavoro sperimentale nella gestione dei rifiuti radioattivi, sono interessati ad unire i loro sforzi in questa direzione, fondamentale per la sicurezza umana e ambientale», ha dichiarato Rosatom.

L’accordo prevede lo sviluppo di una tecnologia «per la trasmutazione di actinoidi minori contenuti nei rifiuti radioattivi – bruciando nei reattori veloci o in un sistema acceleratore-driven degli isotopi radioattivi a lungo termine americium, curium e neptunium recuperati dopo il ripristino del combustibile nucleare utilizzato – consentono una significativa riduzione del volume e radiotossicità dei rifiuti», ha detto Rosatom.

L’anno scorso, Rosatom ha firmato un memorandum di cooperazione per gli impieghi pacifici dell’energia atomica con due ministeri giapponesi. Il memorandum è stato firmato a Tokyo il 16 dicembre durante un incontro tra il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe e il presidente russo Vladimir Putin. È stato firmato dal ministro dell’economia, del commercio e dell’industria del Giappone, Hiroshige Seko; il ministro dell’istruzione, della cultura, dello sport, della scienza e della tecnologia, Hirokazu Matsuno; e Likhachov di Rosatom.

Rosatom ha dichiarato che una delle aree chiave di cooperazione specificate nel memorandum è il recupero post-incidente presso l’impianto di Fukushima Daichi, compresa la gestione dei residui radioattivi e la possibile disattivazione.

Graziella Giangiulio