RUSSIA. Esercitazioni sino-russe nel Baltico

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Cina e Russia stanno comunicando alla Nato che vogliono cooperare militarmente e approfondire i legami diplomatici anche attraverso manovre navali congiunte in atto nel Mar Baltico. Un cacciatorpediniere, Hefei, a una fregata, Yuncheng, e una nave di approvvigionamento, Lumahu, cinesi sono all’ancora nel porto russo di Baltijsk, situato sulla costa baltica dell’exclave russa di Kaliningrad dalla scorsa settimana. Sono lì per partecipare a manovre navali congiunte con la Russia chiamate “Cooperazione marittima 2017”, apertesi il 24 luglio e previste fino al 28 luglio, riportano Deutsche Welle e Sputnik. Mosca partecipa con le corvette, Steregushchiy e Boiky e altri mezzi.

L’accento posto dalla Cina sull’espansione navale è segno della consapevolezza di Pechino che divenire una potenza mondiale comporta essere una potenza marittima; mentre per la Russia le manovre sono la prosecuzione di una politica estera assertiva alle porte d’Europa. Nel 2015, la Cina ha pubblicato un Libro bianco che illustra l’importanza della marina per il futuro del paese e in cui si sottolineava la necessità di sviluppare «una moderna forza militare marittima conforme ai suoi interessi nazionali di sicurezza e di sviluppo (…) per fornire un supporto strategico alla costruzione di un potere marittimo». Pechino, dimostrerebbe così la sua volontà di affiancare Mosca nella regione atlantica e non solo nel Pacifico. Entrambi paesi sono parte dello Sco e questa rinnovata presenza potrebbe dimostrare la capacità dello Sco di essere presente nel teatro atlantico. Di fronte alle contraddizioni Nato e alla debolezza dell’Ue in tema di sicurezza, prosegue l’agenzia russa, Pechino e Mosca starebbero dimostrando un nuovo concettosi cooperazione transatlantica.

 Cina e Russia hanno ancora capacità  limitate a operare in “acque profonde”; questo è il motivo per cui la Cina sta investendo più risorse nella sua marina che in qualsiasi altro ramo delle forze armate.

Pechino ha messo in linea la sua prima portaerei, la Liaoning, nel 2012, un modello sovietico degli anni Ottanta.

Mosca ha inviato la portaerei Kutnezov davanti alle coste siriane per le operazioni contro lo Stato Islamico, ma la porterei russa non è nucleare.

Nel 2016, l’ex ministro francese della Difesa dichiarò che i pattugliamenti dell’Ue avrebbero potuto esserci nel Mar Cinese Meridionale entro i limiti del diritto marittimo internazionale e la partecipazione della Cina alle manovre navali nel Mar Baltico potrebbe essere vista come una rappresaglia a simili posizioni politiche. Pechino poi partecipa alle missioni anti pirateria nel Golfo di Aden dal 2008. Nel 2015 ha partecipato a manovre congiunte con la Russia nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero e si registra una più ampia presenza anche nell’Oceano Indiano, nel Pacifico centrale e al largo della costa Del Sud America. La Cina ha costruito una base a Gibuti e starebbe proiettandosi sul porto pakistano di Gwadar.

Anna Lotti