RUSSIA. Ecco come si fa la nuova guerra. Esperienze dal teatro siriano

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Le forze armate russe hanno mostrato alcune nuove tattiche di guerra per i carri armati durante un’esercitazione nel campo di addestramento di Pogonovo nella regione russa di Voronezh. L’esercitazione è avvenuta agli inizi del mese di luglio ed ha visto coinvolti reparti che hanno combattuto in Siria.

Stando a quanto riportano Ria Novosti e Sputnik, questa esercitazione mostra quanto siano ancora importanti le tecniche di utilizzo dei carri armati nei futuri campi di battaglia. 

A Pogonovo le esercitazioni tattiche hanno visto coinvolta in gran parte la XX Armata delle Guardia che ha utilizzato carri T-72s di diversi modelli, data la loro affidabilità dimostrata sul campo. 

Una delle nuove manovre mostrata dai russi è il Carosello dei carri armati: «Permette di sparare per un periodo di tempo illimitato. Ci possono essere tre, sei, nove o più macchine. Si muovono ininterrottamente con un movimento circolare, uno colpisce il nemico, l’altro si muove e ricarica, il terzo si prepara ad entrare in posizione di tiro, e così via. Tiro continuo (…) A differenza degli americani Abrams, i carri armati T-72 hanno un importante vantaggio: un caricatore automatico, che aumenta significativamente il tasso di fuoco (…) Il carosello potrebbe essere paragonato al tamburo rotante di un revolver. Solo che al posto delle cartucce ci sono i carri armati, e al posto dei proiettili della pistola i colpi da 125 mm. Lo schema è usato quando non si sa che tipo di armamento il nemico abbia a disposizione – carri armati, missili anti-carro guidati, Atgm o lanciagranate». Il fuoco intenso e sostenuto ha un frequenza fra gli 8 e i 10 colpi al minuto che costringe il nemico a rispondere, rivelando le loro posizioni nascoste.

I conflitti localizzati, compresa la guerra in Siria, hanno dimostrato che le tecniche classiche di combattimento sono irrilevanti in condizioni di guerra irregolare; in questo teatro il carosello è stato efficace durante le operazioni e lo schema ha funzionato anche con una piccola quantità di carri che possono così raggiungere un’intensità di fuoco alta.

Altra tecnica illustrata dai media russi, stavolta da Tvzvezda, è il Pozzo siriano. Questa tattica prevede che i carri armati alternino il fuoco tra due trincee, senza rimanere in una posizione per più di pochi secondi. Il carro entra nella trincea, spara, esce in retromarcia e si sposta alla successiva in maniera che le armi nemiche anticarro non abbia il tempo di reagire.

Come nel carosello, i carri armati possono funzionare in coppia, trasversalmente o secondo schemi apparentemente del tutto casuali, fatto che prevede un elevato livello di formazione dell’equipaggio, sottoposto a almeno due esercitazioni di tiro e una di guida alla settimana. Per i russi infatti, alla prova dei fatti, è l’equipaggio che fa la differenza. L’addestramento prevede la formazione di un’unità a maglia stretta che si capisce a livello intuitivo.

Antonio Albanese