RUSSIA. È legittima la presenza militare russa alle Curili

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La Russia non ha intenzione di usare la divisione fra Mosca e Tokyo sulle isole Curili, contro il Giappone, e d’altra parte, è pronta a collaborare con il Giappone in ambito militare. Lo ha detto il capo del comitato difesa e la sicurezza del Consiglio della Federazione, Viktor Ozerov.

Il ministro della difesa russo Sergei Shoigu, parlando alla Duma, aveva illustrato lo sforzo attivo di Mosca per proteggere le Curili. Secondo Shoigu, il ministero della Difesa prevede di impiegare una divisione militare quest’anno nell’area. Il governo giapponese ha inviato una protesta alla Russia proprio in connessione con questi piani.
«Dislocare sulle Curili delle forze armate, non vuol mica dire che andremo a usarle contro il Giappone» ha detto Ozerov.

Ha ricordato che dopo i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro giapponese Shinzo Abe per lo sviluppo della cooperazione bilaterale programma era quindi previsto nel dicembre dello scorso anno, ed è proprio quello che è attualmente in corso.

«Siamo pronti a cooperare, anche in campo militare, nell’ambito della lotta al terrorismo e nel furto delle risorse biologiche marine» ha detto Ozerov. «Ma se necessario, stazioneremo delle nostre forze armate su quel territorio» ha aggiunto.

Ozerov ha ribadito che la Russia ha il diritto di schierare truppe sul suo territorio se ritiene opportuno, se non viola il diritto internazionale e le esigenze delle Nazioni Unite: «E in questo caso non vi è nessuna di simili violazioni» ha detto.

Le relazioni russo-giapponesi sono complicate dall’assenza di un trattato di pace, non concluso dopo la Seconda guerra mondiale. Giappone ha subordinato la sua firma alla risoluzione della questione delle isole Curili, insistendo nella restituzione delle quattro isole: Habomai, Shikotan, Iturup e Kunashir. La posizione di Mosca è che le isole Curili del sud facevano parte dell’Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale e la sovranità russa su di loro è indiscutibile.

Luigi Medici