RUSSIA. Disarticolata cellula dormiente DAESH in Daghestan

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In Daghestan, è stata disarticolata il 5 marzo una cellula dello Stato Islamico che progettava attentati contro le forze di sicurezza elle autorità locali, secondo il Comitato nazionale antiterrorismo.

Stando a quanto riporta Ria Novosti, la cellula era composta da quattro uomini tutti daghestani.

La mattina del 5 marzo, le forze di sicurezza russe hanno ricevuto “soffiata” che uno degli uomini ricercati si trovava in una casa a Buinask, nei pressi di Derbent. Le forze di sicurezza hanno quindi isolato la casa e la zona circostante ed evacuato i residenti delle case vicine. Ne è seguito poi un conflitto a fuoco che ha portato alla neutralizzazione del presunto terrorista.

Contemporaneamente, in altre località sono stati arrestati altri tre terroristi “dormienti”. In precedenza il 3 marzo, sempre a Derbente il Fsb ha trovato e disinnescato due autobombe e nei pressi di una scuola del città era stata ritrovata e neutralizzata un’altra auto bomba pronta a esplodere.
«Nelle auto sono stati ritrovati dispositivi esplosivi con un chilogrammo di TNT, in una struttura di metallo», riporta l’agenzia russa. Una delle auto è stata trovata nel cortile di uno degli arrestati del 5 marzo.

A metà febbraio, Vladimir Putin aveva annunciato che i servizi speciali russi avevano impedito nel 2016 45 atti di terrorismo, di cui 16 attacchi terroristici.

Secondo Putin, i servizi speciali russi sono riusciti a colpire i banditi e i loro complici evitando di compiere gravi attentati: «Le buone prestazioni dell’anno scorso sono confermate dal numero di reati connessi al terrorismo sventati, che sono i risultati nell’applicazione di tattiche e misure di prevenzione attiva (…)  Il FSB, insieme ad altre forze dell’ordine sotto il coordinamento del Comitato nazionale antiterrorismo, ha impedito a 45 reati di terrorismo, tra cui 16 attacchi terroristici» avevan detto Putin.

«A loro vanno i ringraziamenti di tutto il paese» aveva aggiunto il presidente russo.

Anna Lotti