RUSSIA. Dimissionati i due leader del Far East russo

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Il presidente di una regione della Federazione Russa, la Repubblica Sakha ha annunciato le sue dimissioni. Yegor Borisov ha detto, il 28 maggio su Instagram, che si stava dimettendo «su sua richiesta» e che aveva presentato le sue dimissioni perché «la rotazione del personale dovrebbe avvenire a tutti i livelli», riporta Interfax.

Borisov, 63 anni, ha detto che la regione «ha bisogno di un nuovo leader» a seguito della rielezione del presidente russo Vladimir Putin per un nuovo mandato di sei anni avvenuta nel mese di marzo. Borisov, appartenente all’etnia Yakut (nella foto), era stato eletto a capo della Repubblica Sakha, l’ex Yakutia, nel 2014 e il suo mandato scadeva nel 2019. Putin è stato rieletto con un ampia maggioranza il 18 marzo; la maggioranza che lo ha eletto, secondo il Cremlino, sarebbe una dimostrazione della fiducia dell’elettorato, ma l’opposizione dice che il voto è stato segnato da una diffusa frode e gli osservatori internazionali hanno detto mancava una vera scelta tra Putin e un altro candidato.

Gli osservatori internazionali, riporta Rferl, hanno detto che il Cremlino era insoddisfatto dell’operato di Borisov, soprattutto a causa del numero relativamente basso di voti ricevuti da Putin nella regione di Sakha. Il Sakha, scarsamente popolato, è il più grande degli 85 soggetti federali russi ed è ricco di diamanti e altre risorse naturali.

Il giacimento di petrolio, gas e condensato di Chayandinskoye è uno dei più grandi della Russia orientale. Il campo costituisce la spina dorsale del centro di produzione del gas Yakutia e serve come base di risorse per il gasdotto “Power of Siberia”, insieme con il campo Kovyktinskoye nella regione di Irkutsk. Il centro di produzione del gas Yakutia è destinato principalmente a fornire gas ai consumatori russi. Con lo sviluppo di questo centro, Gazprom intende creare le condizioni necessarie per la fornitura di gas e la gassificazione della Yakutia e in altre regioni dell’Estremo Oriente della Russia.

Nel frattempo, il servizio stampa del Cremlino ha detto, il 28 maggio, che Putin aveva accettato le dimissioni del governatore dell’Oblast Magadan, Vladimir Pechyony. Ha aggiunto che Sergei Nosov resterà carica in qualità di governatore della regione dell’Estremo Oriente fino a quando non si troverà un sostituto permanente.

Anna Lotti