RUSSIA. Bloccati 1200 siti russi in due mesi

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Più di un migliaio di siti con le informazioni proibito sulla fabbricazione e l’uso di farmaci sono starti bloccati nei primi due mesi dalle autorità dopo segnalazioni on line dei cittadini. Lo ha detto a Ria Novosti, un portavoce del ministero degli Interni della Russia, Irina Volk.

«Nei primi due mesi del 2017 il ministero dell’Interno russo ha analizzato una mole ampia di segnalazioni elettroniche dei cittadini. Circa 4 mila segnalazioni a Roskomnadzor, hanno portato a più di 1200 decisioni per limitare l’accesso alle risorse della rete Internet contenenti informazioni proibite su quali, come sviluppare, fabbricare e usare droghe, farmaci, sostanze psicotrope, così come dove andare ad acquistarle», ha detto Volk.

Come ha spiegato il funzionario, altre tipologie di informazioni bloccate dietro segnalazione sono state per il 70% dei casi una serie di pubblicità surrettizia mentre il restante 30% hanno riguardato siti di shopping online e social networking.

Recentemente il Consiglio della Federazione Russa ha approvato una legge che introduce sanzioni fino a 100 mila rubli per i fornitori di servizi Internet che non adempiano agli ordini di chiusura o riapertura dei siti il cui accesso sia stato limitato da una decisione di Roskomnadzor, cioè il Servizio federale per la supervisione delle Rete e delle comunicazioni.

Come indicato nei documenti che accompagnano la norma, l’assenza nel Codice amministrativo della Federazione Russa di una normativa separata sulla responsabilità dei fornitori di servizi Internet per il mancato rispetto dei requisiti di Roskomnadzor ha sviluppato una giurisprudenza, secondo la quale gli operatori di telecomunicazioni sono giudicati per la realizzazione di attività in violazione della e alle condizioni previste dalla licenza. Questo articolo prevede un avvertimento e una multa di 30 mila – 40 mila rubli.

Più di 60mila siti web sono attualmente bloccati in tutta la Russia. Le recenti sentenze di Roskomnadzor hanno incluso i divieti, assai dibattuti, su siti di video per adulti.

Lucia Giannini