RUSSIA. Basi spaziali russe nell’Artico

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La Russia ha confermato la volontà di rafforzare la sua presenza militare nell’Artico nel quadro degli sforzi di Mosca per consolidare le sue posizioni in una regione ricca di risorse energetiche.

«Ogni isola artica dove ci sono le basi della Flotta Nord è equipaggiata con aerodromi per tutta la stagione che saranno in grado di ospitare diversi tipi di aerei tra cui aerei da trasporto pesante e aerei da combattimento», ha detto il comandante della flotta Nord della Russia, contrammiraglio Nikolai Yevmenov, ripreso da Press Tv.

«Stiamo creando un sistema per monitorare la situazione delle acque di superficie e subacquee nel passaggio settentrionale e per controllare completamente l’intero spazio aereo nella nostra zona di responsabilità nell’Artico», ha dichiarato il comandante russo. Yevmenov ha aggiunto che i sistemi di difesa aerea nell’Artico continueranno a migliorare e a crescere in seguito allo spiegamento del primo reggimento di difesa aerea nell’arcipelago di Novaya Zemlya avvento nel 2015.

Tra le basi coinvolte vi sono la base “Arctic Trifold” sull’isola di Alexandra dell’arcipelago Franz Josef, e la “Northern Clover” sull’isola di Kotelny, nell’arcipelago delle Nuove Isole Siberiane. Nell’Artico, quest’anno, saranno completate cento nuove infrastrutture militari: «Ogni base artica della Flotta Nord può funzionare autonomamente senza bisogno di rifornirsi nuovamente come una stazione orbitale spaziale per uno o più anni», ha dichiarato Yevmenov.

Negli ultimi anni, le forze russe hanno svolto esercitazioni regolari e hanno incrementato in modo significativo la presenza militare nell’Artico, mentre i paesi limitrofi “rivali” hanno fatto delle rivendicazioni sulla regione.

Nel frattempo, il riscaldamento globale ha aperto nuove vie d’acqua e reso il passaggio settentrionale più attraente come collegamento più breve tra Europa e Asia.

La scorsa settimana, il ministero della Difesa russo aveva detto che le sue spedizioni avevano scoperto undici nuove isole e sei stretti nell’Artico negli ultimi cinque anni.

Ad agosto, una petroliera russa che trasportava gas naturale liquefatto ha effettuato una traversata  di 4.060 chilometri dalla Norvegia alla Corea del Sud in poco più di sei giorni attraverso il Passaggio Settentrionale senza l’aiuto di un rompighiaccio.

Anna Lotti