A rischio default il sistema bancario russo

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RUSSIA – Mosca 29/11/2013. Il debito russo verso le banche arriverà a 10 trilioni di rubli (300 miliardi di dollari) entro la fine del 2013. Ne da notizia il 29 novembre il quotidiano russo Vedomosti.

Un boom nel credito al consumo in Russia quest’anno che ha scatenato i timori di un surriscaldamento del mercato e i rischi di una possibile volatilità finanziaria se la tendenza non verrà controllata. Quasi la metà dei 10 miliardi di rubli debiti verso banche non è garantito dal credito al consumo, a dirlo è stato il capo del dipartimento della regolamentazione bancaria del regolatore finanziario Vasily Pozdyshev alla testata Vedomosti.

L’ammontare del credito al dettaglio in Russia è aumentato del 24,3 per cento nel 2013, secondo il giornale. Nonostante il rallentamento dell’economia russa, i debiti aumentano e la Banca Centrale sta cercando di ridurre le pratiche dei prestiti più rischiosi, tra cui una mossa per coronare prestiti emessi ad un alto tasso di interesse.

«Il Credito al consumo può diventare non tanto un motore di crescita quanto una minaccia alla stabilità finanziaria», ha detto il presidente della Banca di Russia, Elvira Nabiullina ai legislatori russi la scorsa settimana, fonte sito web del regolatore.

Per scendere nel dettaglio secondo la rivista russa Vedomosti quest’anno i passivi su finanziamenti bancari raggiungeranno i 10 miliardi di rubli. Più della metà di tale importo vengono da prestiti al consumo non garantiti. Lo ha detto il direttore del Dipartimento di Banche regolamento CB, Vasily Pozdyshev in un forum finanziario. «Il segmento del credito al consumo si sta sviluppando molto rapidamente e sviluppa un rischio elevato. Entro fine anno, l’indebitamento totale di individui raggiungerà la cifra record di 10.000 miliardi di rubli» ha dichiarato al Vemodosti.
«A novembre», si legge ancora nella testata, «il volume dei prestiti al dettaglio ha raggiunto 9.600 miliardi di rubli». Da inizio anno è aumentato del 24,3% (contro il 40% nel 2012). «Ma i prestiti non garantiti, sono saliti del doppio rispetto agli altri, circa il 36% su base annua, a 5,6 miliardi di rubli. Con l’avvicinarsi delle feste saranno ancora di più quelli che ricorreranno ai prestiti per regali, ferie, etc. Così il portafoglio dei debiti delle banche è destinato a salire nel mese di dicembre, entro la fine del 2013 il portafoglio di prestiti non garantiti può essere superiore a 6.000 miliardi di rubli» ha detto Pozdyshev.
La Banca Centrale vorrebbe vedere una dinamica completamente diversa, meno del 20-25% entro la metà del 2014 e in 1,5-2 anni meno del 10-15%. I crediti deteriorati lordi al dettaglio (NPL, scaduti più di tre mesi) stanno invece crescendo molto velocemente circa il 60% nei primi nove mesi di quest’anno. Secondo la Banca, la quantità di NPL in portafoglio è di oltre 530 miliardi di rubli. I crediti deteriorati secondo la testata russa sono  esclusa dai portafogli che le banche vendono regolarmente agli azionisti. Questo è molto grave perché gli azionisti rischiano di comprare carta straccia. Se i debiti sono troppo elevati e i creditori non pagano, chi compra azioni di quelle banche rischia di perdere tutto. Attualmente gli azionisti vanno a coprire i buchi creati dal credito non garantito.

10 trilioni di rubli, di debito, secondo quanto scrive il Vedomosti è da imputare a circa 50 milioni di russi. Fonte Credit Bureau Nazionale. Quasi il 60% dei debiti russi è rappresentato da costosi i prestiti non garantiti, sulla testata c’è una infografia molto chiara su chi ha avuto danaro a prestito ma senza dare garanzie.
Proprio per evitare che il fenomeno dilaghi (sempre che non sia troppo tardi) da gennaio la Banca Centrale russa cederà soldi in cambio del 60% annuo di tasso di interesse. Questo dovrebbe rendere antieconomico il prestito. Dal mese di luglio, il regolatore ha aumentato i fattori di rischio da inserire nella valutazione di chi chiede un prestito, ma le banche hanno continuato a elargire prestiti con elevato rischio + 45% annuo.

Non è un caso se ben 117 istituti bancari regionali o nazionali hanno chiuso per fallimento negli ultimi 5 anni.

Non solo, la banca centrale sta cercando di arginare i danni sa subprime come quello di HCF-Bank, ” Orient Express “- fortemente ritardato”.

A quanto pare la lezione americana non è stata abbastanza istruttiva per gli istituti bancari russi.

HCF-Bank, uno dei leader nel credito al consumo nel III trimestre ha potenziato prestiti incassando con la vendita dei titoli 5 miliardi di rubli. (+2%), non è mai accaduto prima. È stato un record e ha portato a un utile trimestrale della banca. Vanno diversamente le cose se si prende lo stesso istituto bancario ma si analizza l’andamento di altri titoli, i “VTB 24 “, che non superano la media del contributo di 700.000 rubli. A quanto pare i grandi investitori tendono al risparmio mentre la nuova classe media spende più di ciò che possiede.

Un campanello d’allarme che ricorda molto gli USA pre 2007. Finché il debito statunitense era comprato dalla Cina è andato tutto bene, ma quando la Cina ha cominciato a emettere debito, nessuno più rimborsava i debiti dei cittadini americani e l’ingranaggio si è bloccato.