La Russia arma il Caucaso

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RUSSIA – Mosca 20/03/2015. Nell’eterno conflitto tra Armenia e Azerbaijan, che da più di 20 anni si contendono la sovranità sulla regione del Nagorno Karabakh, la Russia parteggia per entrambi.

Tradizionalmente Mosca appoggia Yerevan in tutte le sue rivendicazioni e la considera uno dei suoi più stretti alleati, tanto da averla coinvolta nel suo progetto di Unione eurasiatica insieme a Bielorussia e Kazakistan. Gli armeni ricevono dai russi aiuti economici e sconti notevoli sul prezzo del gas, ma soprattutto “usufruiscono” dei soldati del Cremlino per la difesa delle proprie frontiere. L’ex Armata Rossa aiuta Yerevan anche a difendere il Nagorno Karabakh, enclave armena in terra azera che secondo la comunità internazionale è una regione strappata illegalmente alla sovranità di Baku, ma secondo gli armeni è uno Stato indipendente che sopravvive sotto la loro ala protettiva.
Eppure i russi non vogliono inimicarsi l’Azerbaijan, che grazie alle entrate petrolifere sta vivendo un periodo di grande crescita economica, e Putin continua a mantenere buone relazioni con il presidente Alyev. Al punto che, secondo un recente rapporto del Sipri, l’85 per cento delle armi in dotazione ai soldati azeri proverrebbe proprio dagli arsenali di Mosca. Baku, infatti, sta spendendo buona parte dei proventi petroliferi nell’acquisto di materiale bellico, settore in cui è il secondo importatore in Europa. Mentre in tutti gli altri Paesi del continente gli acquisti armi scendono, in Azerbaijan negli ultimi 4 anni sono aumentati del 249 per cento. E anche se gli armeni sono molto preoccupati da questo trend e il ministro degli esteri Edward Nalbandian ha espresso le su lamentele al Cremlino, in un periodo di crisi come questo Putin non può certo rinunciare ai miliardi azeri.