Cultura russa contro il terrorismo

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RUSSIA – Mosca 20/11/2015. La legislazione russa esistente manca di strumenti adatti alla lotta contro il terrorismo.

Ha lanciato l’allarme Andrei Yurov, membro del Consiglio di presidenza per i diritti umani; secondo Yurov, sono necessarie nuove norme, ma ancora più importante delle misure di sicurezza per la polizia, occorre sviluppare una cultura dei diritti umani e l’idea del valore stesso della vita umana.
Nel corso di una riunione congiunta di entrambe le camere del parlamento russo il 20 novembre, sono state proposte misure per combattere il terrorismo: ampliare i poteri delle forze dell’ordine, rafforzare la responsabilità penale per il terrorismo, colpire il suo finanziamento e la diffusione della sua ideologia, creare carceri speciali per i terroristi, dare ai pubblici ministeri il diritto di chiusura dei siti che promuovono il terrorismo e privare i terroristi della cittadinanza.
«La lotta contro il terrorismo è la cosa più importante che si deve fare, ma, come giustamente detto, non a scapito dei diritti civili e delle libertà» ha detto Yurov, a Ria Novosti, che non esclude possibili ripercussioni sulla vita dei cittadini russi. Lo sviluppo di una cultura di rispetto per la vita umana, per l’individuo, secondo Yurov, sarà misura più efficace nella lotta contro la diffusione delle idee terroristiche: «Se sviluppiamo una cultura di rispetto per la vita umana, la persona umana, i terroristi saranno meno, ma mettere a ogni angolo di strada un poliziotto con una pistola, non crea meno terroristi».