RUSSIA. Accordo Rosneft-Krg bloccato da Baghdad

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Il ministero del Petrolio iracheno ha messo in guardia le compagnie petrolifere per la stipula di contratti con le autorità della regione semiautonoma curda senza la sua approvazione.

«Questo dipartimento e il governo federale iracheno sono gli unici due organismi con i quali si dovrebbero concludere accordi per lo sviluppo e gli investimenti nel settore energetico», ha dichiarato il ministero in una dichiarazione, ripresa da Press Tv. Il ministro iracheno del Petrolio Jabbar al-Luaybi ha anche denunciato gli «annunci irresponsabili provenienti da alcuni funzionari in Iraq o all’estero, o da società straniere, circa la loro intenzione di concludere accordi con partiti in Iraq senza che il governo federale ne sia a conoscenza (…) il governo federale e il ministero del Petrolio sono gli unici organi responsabili dello sviluppo della strategia per il petrolio e il gas e sono autorizzati a firmare accordi con paesi e imprese stranieri», ha sottolineato il ministro.

L’avvertimento è arrivato dopo che il gigante russo dell’energia Rosneft aveva firmato un accordo per far entrare in vigore precedenti accordi di condivisione della produzione rispetto a cinque blocchi di produzione nel Kurdistan iracheno. Rosneft ha detto che avrebbe pagato fino a 400 milioni di dollari per l’80 per cento dell’accordo con le autorità del Kurdistan.

Il prossimo anno inizierà un programma comune di esplorazione e produzione pilota. Se riuscisse, Rosneft ha detto che avrebbe iniziato lo sviluppo dei blocchi nel 2021. Le riserve di petrolio recuperabili presso i cinque blocchi sono pari a circa 670 milioni di barili, ha detto la società russa. Rosneft e Kurdistan iracheno stanno già cooperando su acquisti e vendite di greggio, ma il nuovo accordo «ci permetterà di parlare di ingresso a pieno titolo dell’azienda in una delle regioni più promettenti» dello sviluppo del mercato globale dell’energia, si legge in un comunicato Rosneft.

Rosneft ha poi detto che la società  ha rispettato la legge e che se ci sono problemi tra il governo dell’Iraq e del Kurdistan, devono essere risolti tra di loro.

Anna Lotti