RUSSIA. 4 arresti per il disastro ambientale dell’Artico

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La commissione d’inchiesta russa ha aperto un procedimento penale per la violazione delle leggi sulla protezione dell’ambiente per lo scarico delle acque reflue dell’impianto di concentrazione di Talnakh a Norilsk, nel Krai, regione, di Krasnoyarsk.

Il caso è stato avviato contro un gruppo di dipendenti non identificati della “Norilsk Nickel” (il proprietario dello stabilimento e il più grande produttore industriale mondiale di nichel e palladio) e la società Mekhanobr Engineering. Le acque reflue non trattate dell’impianto sono state scaricate nel fiume Tomulakh tra il giugno 2017 e il luglio 2019, riferisce il Comitato Investigativo, ripreso da Meduza.

Secondo l’inchiesta, lo scarico delle acque reflue ha provocato più di 154 milioni di rubli pari a 2,2 milioni di dollari, di danni all’ambiente circostante.

Alla fine di maggio scorso, una perdita di 21.000 tonnellate di carburante diesel in una centrale termica ed elettrica gestita da una filiale di Nornickel a Norilsk ha causato un disastro ambientale nell’Artico russo. In relazione all’incidente sono stati avviati diversi procedimenti penali contro i dirigenti e i dipendenti dello stabilimento. Nornickel sta pianificando di pagare per la pulizia completa e stima che i costi supereranno i 146 milioni di dollari.

I primi arresti hanno riguardato il capo della centrale termica ed elettrica numero 3 della Norilsk-Taimyr Energy Company; secondo la commissione d’inchiesta russa, la centrale ha continuato a utilizzare il serbatoio di carburante che perdeva, nonostante fosse in stato di degrado. L’inchiesta ha pertanto concluso che è questa l’origine dell’incidente.

Il Comitato Investigativo ha annunciato giorni fa erano stati arrestati il direttore dello stabilimento, Pavel Smirnov, così come l’ingegnere capo Alexey Stepanov, e il vice ingegnere capo Yuri Kuznetsov,«per non aver garantito la sicurezza operativa in un impianto industriale». Interfax, inoltre, riporta la condanna della società madre Norilsk Nickel, che ha definito gli arresti irragionevolmente duri. 

La regione ha dichiarato lo stato di emergenza il 3 giugno. Greenpeace Russia stima che ci sono almeno 86,3 milioni di dollari di danni ai corpi idrici nella sola regione. Nornickel sta pianificando di pagare per la pulizia completa e stima che i costi supereranno i 146 milioni di dollari.

Anna Lotti