Romania è crisi dello stato di diritto

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Il parlamento rumeno ha approvato, il 18 luglio, una norma che limita i poteri del difensore civico, un’azione in netta contrapposizione con le promesse fatte dal primo ministro Victor Ponta pochi giorni fa a Bruxelles.

Parlando a EUobserver il portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde ha detto che «se i limiti sono stati approvati ora, dobbiamo guardare a questo». Una brutto colpo per lo Stato di diritto in Romania. Ahrenkilde ha spiegato che la Commissione aveva avuto promesse dalla Romania che avrebbe abrogato i decreti che limitavano le competenze del difensore civico. Ma a quanto pare il Parlamento rumeno non ha tenuto conto delle promesse fatto dal primo ministro e ha votato la nuova legge che non consente ai giudici di intervenire sulla Costituzionalità delle norme approvate dal parlamento e nella segnalazione dei reati di corruzione. Ciò significa che quanto emanato recentemente dal Senato e dai presidenti della camera inferiore non può più essere contestata dai giudici.
Il presidente della Camera dei Deputati della Romania, Valeriu Zgonea, ha sostenuto – dichiarazioni rese a
EUobserver – contrariamente a quanto riferito dalla Commissione europea, che: «La nuova legge non attacca il cuore della Corte costituzionale in alcun modo».

Il problema è rilevante in quanto in Romania il difensore civico è l’unica istituzione che può impugnare direttamente le ordinanze del governo davanti alla Corte costituzionale e può di condurre indagini su presunti atti illeciti dell’amministrazione. Come un organismo indipendente, deve riferire al parlamento o il primo ministro se si rivela casi di “corruzione grave” durante le sue indagini. I decreti approvati dal parlamento sono stati dichiarati “urgenti” da Victor Ponta che ignorando una sentenza della Corte Costituzionale su chi dovrebbe rappresentare la Romania alle riunioni dell’UE ha fatto sì che la corte venisse spogliata dei suoi poteri, i giudici sono stati minacciati, e il difensore civico, Gheorghe Iancu, sostituito da un fedelissimo del partito. La gazzetta ufficiale, che pubblica sentenze e le leggi, è stata posta sotto il controllo del governo con l’obbligo di ritardare la pubblicazione delle decisioni scomode della Corte Costituzionale – come quella di chi rappresenta la Romania alle riunioni dell’UE. Nel frattempo il 7 luglio il parlamento ha votato a favore dell’impeachment per Traian Basescu, il presidente, per presunto abuso di potere. Una decisione non nuova in Romania, era già successo nel 2007. Nel frattempo l’Unione europea ha votato per il congelamento dei Fondi europei, a partire dal 1 luglio saranno sospesi quelli in materia di appalti pubblici.