ROMANIA. Bucarest in piazza per difendere l’anticorruzione

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Il governo rumeno starebbe per modificare i decreti che secondo l’opposizione indebolirebbero la lotta alla corruzione. Secondo quanto riporta Reuters, il ministro della Giustizia rumeno ha detto che sarebbero stati cambiati senza però specificare i cambiamenti, riporta Reuters.

Il governo aveva previsto di emanare decreti d’urgenza che, a differenza di leggi approvate dal parlamento, avrebbe effetto immediato per ridurre le pene previste per alcuni reati e per concedere la grazia a quelli condannati per altri.

Circa 100000 romeni si radunati a Bucarest, e in altre città il 29 gennaio per protestare contro l’intenzione del governo, che aveva scatenato le ire dell’opposizione per la possibilità di alleggerimento delle misure contro la corruzione. Il 30 gennaio, il ministro della Giustizia, Florin Iordache ha tenuto consultazioni pubbliche sulle bozze di decreto. Centinaia di persone si sono presentati, compresi i gruppi per i diritti civili, più i genitori di condannati e avvocati con condanne per corruzione. Iordache ha detto che analizzerà i loro suggerimenti.

«Le versioni iniziali dei decreti saranno certamente modificate» Iordache ha detto ai giornalisti, riporta Reuters, «Prenderemo in considerazione le osservazioni fatte oggi. Non voglio dire che cosa ci sarà di eliminare, o se ci sarà e quale aspetto avrà».

Ha poi detto che avrebbe annunciato una decisione dopo essersi consultato con il primo ministro Sorin Grindeanu.

Il presidente rumeno, Klaus Iohannis ha ripetutamente sollecitato il governo di ritirare i decreti, che ha detto minacciano lo stato di diritto, ed ha anche detto che avrebbe indetto un referendum su di essi.

«Una democrazia solida è quella in cui la maggioranza non abusi dei suoi diritti solo perché detiene temporaneamente il potere», ha detto Iohannis sulla sua pagina Facebook il 30 gennaio.

Hanno anche criticato i decreti il procuratore generale, il consiglio dei primi magistrati, il procuratore capo anticorruzione e il capo dell’unità anti-crimine organizzato, la corte suprema, i gruppi per i diritti civili e i diplomatici.

Come originariamente proposto, un decreto dovrebbe depenalizzare alcuni reati, tra cui l’abuso di potere che ha causato danni inferiori a 200000 lei. Il leader del partito socialdemocratico nonché presidente della Camera, Liviu Dragnea, è attualmente sotto processo per incitamento a commettere abusi di potere.

Un altro decreto avrebbe condonato diversi reati con pene inferiori ai cinque anni, e avrebbe tagliato della metà le pene per tutti i prigionieri di età superiore ai 60 anni, per chi ha una malattia terminale o è di sostegno ai bambini con diversità, e per le donne in stato di gravidanza.

Il primo ministro e ministro della giustizia hanno detto che i decreti sono necessari per riallineare il codice penale, alle recenti sentenze della Corte costituzionale e per alleggerire il sovraffollamento delle carceri della Romania.

Luigi Medici