Rischio petrolifero alla fine del decennio

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di Luigi Medici REGNO UNITO – Londra 26/11/2016. Le compagnie petrolifere quotate del mondo hanno ridotto la produzione di petrolio del 2,4 per cento quest’anno, mentre l’Opec è diviso sul taglio della produzione per la prima volta dal 2008.

Secondo i dati forniti da Morgan Stanley, la produzione aggregata di 109 società quotate, che producono più di un terzo del petrolio mondiale, è scesa nel terzo trimestre del 2016 di 838mila di barili al giorno rispetto all’anno precedente arrivando a 33,88 milioni di barili al giorno. In confronto, l’Opec ha prodotto 33,64 milioni di barili al giorno nel mese di ottobre e nel meeting del 30 novembre la battaglia sulla riduzione della produzione sembra ancora molto aperta.

Nel secondo trimestre del 2016, le aziende hanno ridotto la produzione di circa 930mila barili al giorno, secondo Morgan Stanley. Le imprese che fanno parte dell’aggregato comprendono compagnie petrolifere nazionali di Cina, Russia e Brasile, produttori internazionali come Exxon Mobil e Royal Dutch Shell, così come i prodotti Usa di petrolio tratti dallo scisto come Eog Resources e Occidental Petroleum. Il calo della produzione delle compagnie petrolifere è particolarmente interessante dato l’aumento nel 2015, quando la produzione nel terzo trimestre era aumentata di circa 1,9 milioni di barili al giorno, riporta Reuters.

Gli investimenti combinati delle aziende si sono più che dimezzati da 136 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2014 a 58 miliardi nello stesso periodo di quest’anno.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha detto che un forte calo degli investimenti globali di petrolio e gas si tradurrebbe in una carenza di forniture, entro la fine del decennio.