1000 degli M23 scappati dalla prigionia

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UGANDA – Kampala. 18/12/14. La fuga dal campo di Bihanga in Uganda di circa un migliaio di ex ribelli del M23 potrebbe far temere, nuovamente, per la già fragile stabilità della regione dei Grandi Laghi.

Nel corso di un’operazione di rimpatrio a Kinshasa dei ribelli del movimento che ha messo a ferro e a fuoco l’est della Repubblica Democratica del Congo, circa mille ribelli si sono dati alla fuga, mentre 120 sono stati effettivamente fatti salire sull’aereo che dall’aeroporto di Entebe li ha poi riportati nella capitale congolese.

Secondo quanto indicato dal conto twitter dell’esercito ugandese, i ribelli sono fuggiti dal campo di Bihanga situato a 300 km a sud ovest di Kampala. Sempre secondo quanto indicato dall’esercito ugandese, i ribelli avevano paura per la loro sicurezza qualora fossero tornati a casa. Nonostante rimangano molti dubbi sulle modalità di fuga, il governo di Kampala ha assicurato di dare ormai la caccia ai ribelli fuggiti.

Secondo fotni locali, le operazioni di rimpatrio erano iniziate la mattina del 16 ottobre, ma le forze ugandesi si sono scontrate ad una forte resistenza da parte degli ex ribelli che si sono rifiutati di collaborare. Alcuni di questi sarebbero anche stati feriti da colpi di arma da fuoco da parte delle forze ugandesi.

Dalla loro sconfitta contro le forze armate congolesi, circa 1.300 ribelli del M23 si trovavano nel campo di Bihanga sorvegliati dalle forze ugandesi. Il M23 è stato accusato dall’ONU di crimini contro l’umanità nella regione dell’est della RDC. La società civile congolese e le ONG in difesa dei diritti umani presenti nella regione hanno da sempre accusato allo stesso modo la comunità internazionale di non far nulla per fermare le atrocità commesse dai ribelli: dagli stupri di gruppo a donne e uomini all’addestramento di bambini soldato, passando ovviamente per il saccheggio delle risorse naturali congolesi molto importanti nel Kivu.

Questa fuga di uomini, nonostante siano attualmente disarmati, potrebbe rimettere in questione la stabilità della zona così duramente ottenuta.