Ribaltate le condanne per schiavitù in Mauritania

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di Maddalena Ingrao MAURITANIA – Nouakchott 23/11/2016. Una corte d’appello in Mauritania ha ribaltato le condanne di tre attivisti anti-schiavitù e ha ridotto le sentenze di altri 10 per il loro presunto ruolo in una rivolta avvenuta nel mese di giugno. Secondo quanto ha dichiarato Amnesty International un tribunale aveva condannato 13 membri dell’Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista (Ira) ad agosto con condanne fino a 15 anni di carcere dopo una protesta contro lo sfratto dei residenti di un ghetto a Nouakchott, molti dei quali sono a loro volta ex schiavi.

Le Nazioni Unite hanno detto che il processo e la detenzione degli attivisti è stata segnata da gravi violazioni dei diritti, con torture durante la detenzione e irregolarità nel procedimento giudiziario.

Oltre ai tre le cui condanne sono state rovesciate, gli altri sette stanno ora per essere rilasciati per fine della detenzione, riporta Amnesty in un comunicato.

La Mauritania ha tentato di reprimere la schiavitù e l’anno scorso ha approvato una legge che la rende un crimine contro l’umanità e ha raddoppiato le pene detentive per i trasgressori.

Gli attivisti, tuttavia, dicono che non sarà sufficiente a debellare la pratica profondamente radicata, che colpisce soprattutto gli allevatori di bestiame e i domestici dell’etnia harratin.