Il domino del rial

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GIAPPONE – Tokyo 12/01/2016. Le valute dei paesi produttori di petrolio stanno perdendo valore in seguito al continuo deprezzamento del greggio.

Si stanno valutando, riporta Nikkei, possibili svalutazioni monetarie in Arabia Saudita e altri paesi del Medio Oriente; mentre la Russia e altri produttori di petrolio sono alle prese con il deprezzamento delle loro valute e uno yuan debole sta aggravando la situazione.
La saudita Arabian Monetary Agency ha detto il 11 gennaio che occorreranno tutte le misure di politica finanziaria, compreso l’uso di riserve in valuta estera, per mantenere il rial agganciato al dollaro. La pressione sul rial deriverebbe dalla riduzione delle entrate petrolifere, fatto che crea preoccupazione per il deficit fiscale dell’Arabia Saudita. Si pensa che ad una probabilità di oltre il 10% che l’Arabia Saudita andrà in default sulle sue obbligazioni. Inoltre, per quanto tempo il regno potrà sostenere il legame con il dollaro?
Le riserve di valuta estera dell’Arabia Saudita erano pari a 2.38 miliardi di riyal (634 miliardi di dollari), alla fine di novembre 2015, un calo del 15% dall’estate 2014.
Ci sarebbe la possibilità che l’Arabia Saudita si sposti verso un sistema paniere di valute. Ma non solo Riad ha problemi; le valute dell’Oman e di altri produttori di petrolio del Golfo Persico si trovano ad affrontare una forte pressione. Lo stesso accade per il rublo russo e altre valute dei produttori di petrolio. Nella peggiore delle ipotesi, il tasso di cambio rublo-dollaro potrebbe scendere a circa 100 rubli per un dollaro; ma Mosca non è sola: è seguita dal real brasiliano che si sta rapidamente deprezzando nei confronti del dollaro. Altri produttori di petrolio con economie deboli sono stati costretti a misure drastiche, tra cui la svalutazione. All’inizio di gennaio 2016, l’Angola ha indebolito la sua moneta, il kwanza, passando da134 kwanza per un dollaro a 154, un calo di oltre il 10%.
La moneta angolana era sotto pressione da dopo il rialzo dei tassi di interesse negli Usa, e il calo delle riserve in valuta estera del paese hanno reso difficile reggere la situazione. A dicembre 2015, l’Azerbaigian è passato ad un sistema di cambio fluttuante. La Nigeria ha introdotto controlli complessi sui cambi. In Egitto, si parla di svalutare ulteriormente la valuta relativamente forte della nazione, la sterlina egiziana.
La Cina sta permettendo l’esistenza di un yuan più debole, alimentando la vendita di valute dei produttori di petrolio. L’abbandono del cambio fissato a Riad potrebbe minare ulteriormente la situazione creando un effetto domino in tutto il mondo.