Silurato il capo dell’intelligence saudita

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ARABIA SAUDITA – Riad 16/04/2014. Il 15 aprile, l’Arabia Saudita ha emesso un decreto reale di nomina del nuovo capo dei servizi segreti dopo aver rimosso il principe Bandar bin Sultan «a sua richiesta».

«Il principe Bandar è stato sollevato dal suo incarico a sua richiesta e al generale Yusuf al- Idrissi è stato chiesto di svolgere le funzioni di capo dell’intelligence» così recita lo scarno comunicato dell’agenzia statale di stampa Spa, che cita il decreto reale di rimozione. Bandar è stato sostituito, per ora ad interim, dal suo vice, il generale Yusuf al- Idrissi. Bandar, 65 anni, nipote del re Abdullah e già ambasciatore negli Stati Uniti per 22 anni, gestore della politica saudita in Siria, per alcuni, sarebbe stato allontanato dopo che gli era stata tolta, nel febbraio, la conduzione della politica estera saudita verso la Siria. Il file siriano era stato infatti preso in carico dal ministro dell’Interno, principe Mohammed bin Naye . Il sostegno saudita per i ribelli, tra cui forniture di armi, addestramento e finanziamenti, è stato sempre ostacolato dalle lotte intestine tra i gruppi di opposizione e le difficoltà sia nello scegliere un alleato “fidato” sia nella difficile gestione dei gruppi ideologicamente più esposti avevano messo Riad in una posizione difficile oltre che pericolosa. All’inizio del 2014, infatti, Riad ha ricalibrato la sua politica verso la Siria concentrandosi maggiormente sulla prevenzione dell’azione dei gruppi militanti che potevano costituire un’eventuale minaccia all’interno del regno, e anche per questo la gestione della questione siriana era stata affidata al potente ministro dell’Interno, il principe Mohammed bin Nayef, che aveva dato la caccia ai gruppi vicini ad al- Qaeda nel paese dopo una serie di attacchi in Arabia Saudita tra il 2003 e il 2006 Mohammed bin Nayef avrebbe quindi preso il controllo globale della politica sulla Siria e avrebbe partecipato ad una riunione delle agenzie di intelligence occidentali e arabe a Washington a febbraio 2014. Come capo dell’intelligence, il principe Bandar sarebbe stato anche profondamente coinvolto nel cambiamento di regime e nel sostegno al governo ad interim egiziano sostenuto dai militari. Il principe Bandar era stato nominato capo dei servizi segreti nel luglio 2012, er era stato incaricato di aiutare i ribelli siriani ad abbattere Assad , alleato dell’Iran, il più grande rivale regionale di Riad. Tuttavia, nonostante i suoi collegamenti di lunga data con Washington e i rapporti personali con i leader mondiali , Bandar è stato una figura spesso problematica nel sostegno che l’Occidente sta dando ai ribelli siriani. Pesanti eranbo state le sue critiche a Obama dopo la sua decisione di non bombardare la Siria; Bnadar aveva detto che questa mossa aveva “complicato la cooperazione sulla Siria”. Nel 2013, si era recato a Mosca per convincere, invano, il presidente Vladimir Putin ad abbandonare il suo sostegno ad Assad.
A Bandar, tornato da poco a Riad dopo aver trascorso circa due mesi all’estero, negli Usa e in Marocco, per cure mediche potrebbe essere tolta anche la presidenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale saudita.