REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. Kabila parla con l’opposizione

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I rappresentanti del candidato presidenziale congolese d’opposizione Felix Tshisekedi si sarebbero incontrati con i rappresentanti dell’uscente Joseph Kabila per assicurare un pacifico trasferimento di potere. I membri della campagna del candidato dell’opposizione Felix Tshisekedi hanno parlato con i rappresentanti del candidato scelto da Kabila, Emmanuel Ramazani Shadary, in incontri volti a promuovere la riconciliazione nazionale.

Stando a quanto riporta Defence Web, Kabila e Tshisekedi «hanno interesse a incontrarsi per prepararsi a un pacifico e civile trasferimento di potere», ha detto Jean-Marc Kabund in una conferenza stampa in cui ha affermato che Tshisekedi era il “presunto vincitore”. Il portavoce di Tshisekedi, Vidiye Tshimanga, in seguito ha detto che Kabila e Tshisekedi non si erano mai incontrati personalmente dopo l’elezione, ma i loro rappresentanti si sono riuniti diverse volte.

Secondo lo staff di un altro candidato, Martin Fayulu, Kabila potrebbe cercare di negoziare un accordo di condivisione del potere con Tshisekedi se il suo candidato preferito, Shadary, perdesse. Fayulu e altri sei candidati presidenziali hanno rilasciato una dichiarazione dicendo: «I risultati elettorali non possono essere negoziati e in nessun caso noi cittadini congolesi accettiamo tali risultati». In un tweet, la coalizione Lamuka di Fayulu ha criticato Tshisekedi per aver detto in un’intervista che Kabila merita un elogio per aver accettato di dimettersi.

Kabila dovrebbe lasciare l’incarico questo mese ma il suo rifiuto di andarsene quando il suo mandato scadde nel 2016 ha scatenato proteste in cui le forze di sicurezza hanno ucciso dozzine di persone.

Le elezioni hanno lo scopo di provocare la prima transizione democratica del Congo in 59 anni di indipendenza, ma un risultato non chiaro potrebbe innescare violenze simili a quelle esplose dopo le elezioni del 2006 e del 2011 e destabilizzare le frontiere orientali del Congo con Uganda, Ruanda e Burundi, dove i militanti islamici e non solo sono attivi.

Luigi Medici