A rischio la net-privacy in UK

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REGNO UNITO – Londra 04/01/2016. Il disegno di legge sulla sorveglianza on line in discussione nel Regno Unito darebbe poteri di intrusione senza rivali nel Regno Unito e inoltri paesi occidentali.

Tra le disposizioni più controverse contenute nel disegno di legge, riporta Vocativ, c’è quella che darebbe al governo britannico il potere di costringere le società informatiche a indebolire la crittografia sui servizi di messaggistica come WhatsApp e iMessage per consentire alle agenzie di sicurezza di intercettare le conversazioni, secondo quanto emergerebbe dalla bozza del testo di legge. Altra misura controversa è quella sulla “comunicazione” dei dati al ministro dell’Interno britannico, eventualità che costringerebbe le imprese a memorizzare i dati di un utente per un massimo di un anno, tra i dati ci sarebbe addirittura la registrazione di tutti i siti web visitati in quel periodo. I funzionari governativi potrebbero quindi avere libero accesso agli archivi privati ​​degli utenti.
Sarebbe vietato anche qualsiasi tentativo da parte delle società di mettere in guardia i propri utenti sulla potenziale intercettazione da parte del governo, nonostante il fatto che Google, Yahoo, Facebook e Twitter abbiano simili politiche in atto. Il 30 dicembre 2015, Microsoft ha annunciato che avviserà gli utenti del pericolo quando la società sospetta che un governo abbia cercato di penetrare nei loro conti. Addirittura, il Centro per la Democrazia e la Tecnologia ha concluso che molte delle disposizioni del disegno di legge britannico violano il diritto dell’Unione europea. Apple, Microsoft e Yahoo hanno criticato la legge, sostenendo che si imporrebbe loro di abusare della privacy dei propri clienti e potrebbe costituire un precedente pericoloso sulla cui scia si possono innestare altre nazioni.
La legge sulla sorveglianza della Gran Bretagna va anche ben oltre tutto ciò che è stato proposto negli Stati Uniti fino ad oggi. Le principali agenzia statunitensi hanno più volte fatto pressioni alle società della Silicon Valley di consentire loro l’accesso a determinati sistemi di messaggistica e ai dispositivi che utilizzano il software criptato ricevendo però scarsa cooperazione.