REGNO UNITO. UBER lascerà Londra

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Le autorità londinesi hanno rifiutato di prorogare la licenza a Uber il 22 settembre, il che significa che l’applicazione taxi smetterà di funzionare nella capitale britannica a partire dalla fine di settembre. La chiusura colpirà soprattuto decine di migliaia di automobilisti nel centro finanziario della City.

L’autorità di regolamentazione Transport for London, TfL, ha dichiarato che l’approccio di Uber comportava gravi rischi per la sicurezza dei residenti di Londra e che non avrebbe autorizzato l’attività del servizio dopo la scadenza della licenza il 30 settembre, riporta Sputnik.

«L’approccio e la condotta di Uber dimostrano una mancanza di responsabilità aziendale in relazione a una serie di questioni, che hanno potenziali implicazioni per la sicurezza pubblica e la sicurezza dei passeggeri», si legge in un comunicato emanato da TfL. L’azienda ora può fare ricorso contro la decisione entro 21 giorni e inviare la relativa documentazione.

«Intendiamo contestare immediatamente questa decisione, portandola in tribunale», ha dichiarato Tom Elvidge, direttore generale di Uber a Londra, ripreso da Reuters.

Il servizio sarà quindi autorizzato a proseguire e ad operare in città fino al termine della procedura di ricorso.

Uber è un’azienda statunitense che opera in oltre 600 città di tutto il mondo. È molto nota per i prezzi delle sue corse, molto a buon mercato rispetto ad altri servizi di taxi tradizionali.

Uber è stato ripetutamente oggetto di critiche da parte dei tassisti britannici e di Londra in particolare che hanno accusato il servizio di violare le norme di sicurezza. L’azienda ha già dovuto interrompere il proprio lavoro in diversi Stati europei, tra cui Danimarca e Ungheria, a causa proprio delle preoccupazioni in materia di sicurezza sollevate da questi paesi.

Quello londinese è l’ultimo conflitto nella guerra oramai globale, che sta muovendo le autorità e le compagnie dei taxi contro la diffusione dell’utilizzo di Uber o società simili, che vengono percepite come una minaccia alla professione in tutto il mondo. Dal Sud America al centro Asia, manifestazioni di protesta, anche violente, hanno visto protagonisti i tassisti, che protestavano contro la presenza e la concorrenza, definita sleale, della società statunitense che, tramite una diffusissima app, è in grado di reperire un automezzo con autista.

Luigi Medici