REGNO UNITO. Londra entra nella disputa sul Mar Cinese

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La Gran Bretagna intende inviare una nave da guerra nel Mar Cinese Meridionale l’anno prossimo per condurre una serie di esercitazioni. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Michael Fallon, si tratta una mossa che potrebbe far arrabbiare Pechino, afferma il South China Morning Post.

La Gran Bretagna aumenterebbe la sua presenza nelle acque dopo aver inviato quattro jet per esercitazioni congiunte con il Giappone nella regione nel 2016.

La Cina sostiene che la maggior parte del mare è ricco di giacimenti energetici, l’area è contesa con Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan e Vietnam.

«Intendiamo inviare una nave da guerra nella regione l’anno prossimo. Non abbiamo ancora deciso esattamente dove si svolgerà questo dispiego, ma non saremo costretti dalla Cina a navigare attraverso il Mar Cinese Meridionale (…) Abbiamo il diritto alla libertà di navigazione e lo eserciteremo», ha detto Fallon.

La presenza di un vascello britannico minaccia di alimentare le tensioni, accresciute dall’assertività politica e navale della Cina.

I commenti di Fallon sono arrivati dopo che il ministro degli esteri britannico Boris Johnson ha detto che le due nuove portaerei britanniche sarebbero state inviate nella regione. Johnson non ha precisato dove sarebbero state inviate esattamente le navi, una volta operative nel 2020, anche se la presenza di tale potenza di fuoco probabilmente aumenterà le tensioni nella regione.

La costruzione, fatta dalla Cina, di isole e strutture militari nel Mar Cinese Meridionale ha suscitato una condanna internazionale, alimentando i timori che Pechino stia cercando di limitare la libera circolazione e di estendere la sua portata strategica.

La mossa britannica potrebbe anche sconvolgere i legami tra Londra e Pechino, minando gli sforzi per sostenere di quella che i due governi hanno chiamato “un’era d’oro” nei loro rapporti mentre la Gran Bretagna sta affrontando la Brexit.

«Abbiamo fatto volare i Typhoon Raf attraverso il Mar Cinese Meridionale lo scorso ottobre e noi eserciteremo questo diritto ogni volta che avremo l’opportunità di farlo, ogni volta che abbiamo navi o aerei nella regione», ha detto Fallon.

Secondo gli Stati Uniti, Pechino ha aggiunto più di 1.300 ettari su sette postazioni nel Mar Cinese Meridionale negli ultimi tre anni, costruendo piste, porti, hangar per aeromobili e attrezzature di comunicazione.

Per contrastare la percepita aggressione cinese, gli Stati Uniti hanno condotto regolari esercitazioni per manifestare il diritto alla libertà di navigazione che hanno contrariato Pechino.

All’inizio di questo mese, gli Stati Uniti hanno mandato due bombardieri sulla regione, pochi mesi dopo aver inviato una nave da guerra per effettuare una manovra entro le 12 miglia nautiche da una delle isole artificiali cinesi.

La Cina ha denunciato ripetutamente gli sforzi da parte di paesi esterni alla regione di voler essere coinvolti nella disputa del Mar Cinese meridionale.

La questione del Mar Cinese Meridionale sarà al centro di una riunione sulla sicurezza regionale a Manila la prossima settimana, dove il ministro degli esteri cinese Wang Yi incontrerà gli omologhi dell’Associazione dei paesi dell’Asia del sud est asiatico, Asean.

Maddalena Ingroia