REGNO UNITO. Gli 007 sono preoccupati per la possibile fuga di notizie sul Russiagate

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I capi dei servizi segreti britannici stanno cercando di impedire al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di pubblicare informazioni segrete sulle presunte ingerenze della Russia nelle elezioni straniere. Secondo quanto riporta The Telegraph, ripresi dall’iraniana Fars, i capi dei servizi segreti del britannico MI6 stanno cercando di impedire a Trump di pubblicare informazioni classificate sull’indagine sulla presunta ingerenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016 negli Stati Uniti.

I documenti sono collegati ad un’indagine del Fbi su Carter Page, un ex consigliere di politica estera per la campagna elettorale di Trump. In particolare, i documenti evidenziano quanto accaduto nell’ottobre 2016, quando il Fbi ha ricevuto il permesso di effettuare intercettazioni telefoniche da un tribunale segreto creato ai sensi del Foreign Intelligence Surveillance Act. Gli alleati di Trump, da parte loro, sostengono che il Fbi ha abusato dei suoi poteri non attenendosi alle procedure previste per il processo del Russiagate, chiedendo che i documenti sul caso dovrebbero essere pubblicati.

I capi dei servizi segreti britannici, a loro volta, hanno un’«autentica preoccupazione» che fonti segrete del Regno Unito potrebbero essere rivelate se i documenti venissero pubblicati, riporta il Telegraph citando fonti  che conoscevano i termini del caso.

Inoltre, il giornale ha citato una fonte di intelligence senza farne il nome secondo cui la posizione britannica è che «la pubblicazione si riduce all’esposizione delle persone» e che «non vogliamo rivelare fonti e metodi».

La Gran Bretagna è allarmata per un possibile pericoloso “precedente” che potrebbe indurre le persone a non condividere le informazioni perché terrebbe presente che un giorno potrebbe essere reso pubblico. A settembre, Trump ha annunciato la sua decisione di declassificare 21 pagine da uno dei promemoria, ma poi ritrattato. All’inizio di novembre, ha sottolineato che era “molto seriamente” considerando di nuovo la mossa. 

La comunità dei servizi segreti statunitensi ha ripetutamente accusato la Russia di essersi intromessa nelle elezioni presidenziali del 2016 per influenzare i risultati del voto a favore dell’allora candidato repubblicano Donald Trump.

Tommaso dal Passo