Reazione rabbiosa di Teheran al voto del Congresso sulle sanzioni

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di Luigi Medici  IRAN – Teheran 18/11/2016. La risposta iraniana all’approvazione del rinnovo delle sanzioni Usa contro Teheran è stata nei termini di rappresaglia se gli Stati Uniti approveranno in via definitiva le sanzioni, dicendo che in questo modo si va contro il piano congiunto d’azione globale (Jcpoa), l’accordo sul nucleare firmato lo scorso anno tra Iran e sei potenze mondiali.

Il segretario del supremo consiglio di Sicurezza nazionale iraniano, Ali Shamkhani, secondo PressTV, ha detto: «se si estendono le sanzioni, questo significherà gettare la Jcpoa e noi controbatteremo attraverso l’implementazione di potenti pacchetti tecnici», ha detto Shamkhani, senza chiarire meglio le sue parole. «La nazione iraniana è in cerca d’indipendenza. I leader degli Stati Uniti non possono sedere nei palazzi di vetro dicendo che avrebbero strappato o rinegoziato il Jcpoa», ha aggiunto Shamkhani, facendo riferimento alla promessa elettorale di Trump di stracciare l’accordo con l’Iran.

Yahya Rahim Safavi, consigliere militare del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei, ha detto che se Washington annullasse il Jcpoa la pagherebbe a caro prezzo: «Chi diventa presidente negli Stati Uniti deve sostenere i sionisti, ma annullare il Jcpoa sarà un errore strategico. Se Trump cerca di annullarlo, costerà caro agli Stati Uniti», ha minacciato.

Trump si è più volte espresso contro l’accordo nucleare con l’Iran, dicendo che l’accordo è “disastroso” e che è uno degli accordi peggiori mai negoziato.

I funzionari iraniani hanno minimizzato le minacce di Trump di annullare l’accordo nucleare, insistendo sul fatto che non può farlo anche se lo volesse.