Onu: smobilitare M23

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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – Kinshasa 17/11/2013. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 14 novembre ha chiesto il disarmo immediato e permanente e la smobilitazione del gruppo M23, pur accogliendo con favore l’annuncio della fine della rivolta contro il governo della Repubblica democratica del Congo (Rdc).

I colloqui in Uganda per un accordo tra le due parti non sono ancora in stallo. Mediatori delle trattative sono il presidente della Conferenza internazionale per la regione dei Grandi Laghi (Icglr), il presidente ugandese Yoweri Museveni e il suo ministro della Difesa, Crispo Kiyonga. Mary Robinson, inviato Onu, ha invitato le parti a concludere i negoziati con una soluzione politica stabile, mentre l’ambasciatore cinese Liu Jieyi, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di sicurezza, in una dichiarazione ha chiesto «la conclusione rapida e la realizzazione di un risultato finale, globale e condiviso, in linea con i colloqui di Kampala, che prevedono il disarmo e la smobilitazione di M23 e l’accertamento della responsabilità per quanti si sono macchiati di violazioni dei diritti umani». Il Consiglio ha poi espresso profonda preoccupazione per la minaccia rappresentata dai ribelli delle Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (Fdlr) e sottolineato l’importanza di neutralizzare e tutti i gruppi armati. Il Consiglio ha inoltre incoraggiato le Nazioni Unite e i suoi partner di adoperarsi per l’attuazione del quadro firmato all’inizio di quest’anno dalla Rdc insieme ad altri 10 paesi e quattro istituzioni regionali e internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite, che delinea un approccio globale alla pace sostenibile nella regione. Nel solo 2012, i combattimenti hanno spostato più di 100mila persone, aggravando la crisi umanitaria in atto nella regione, che vede 2,6 milioni di sfollati e 6,4 milioni di persone che soffrono la fame.