RDC. Kabila sta per scatenare una nuova guerra

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Il presidente della Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila ha promesso di ristabilire l’ordine nella regione del Kasai, dove una rivolta pone la minaccia più grave per suo governo in 16 anni.

Il diniego di Kabila a dimettersi quando il suo secondo mandato è scaduto nel mese di dicembre 2016 ha destabilizzato ulteriormente il paese dell’Africa centrale, in cui sono ancora operativi decine di gruppi armati operano ancora.

L’insurrezione Kamuina Nsapu scoppiata provincia del Kasai-centrale ad agosto 2016 si è diffusa in quattro province, facendo centinaia di vittime e assumendo un tono sempre più politico.

In un discorso al parlamento, Kabila ha detto di aver designato il Kasai come “settore operativo” e ha invitato i membri della milizia a deporre le armi.

«Di fronte a queste atrocità inaccettabili commesse contro vittime innocenti (…) non si può più rimandare la nostra responsabilità di ristabilire l’autorità dello Stato in questa parte del paese con tutti i possibili mezzi legali», ha detto Kabila.

Le Nazioni Unite hanno accusato sia le forze governative che i miliziani di violazioni dei diritti e hanno detto di avere rapporti credibili che l’esercito ha effettuato esecuzioni sommarie contro presunti militanti.

Il governo nega che le sue forze facciano un uso eccessivo della forza, ma ha accusato sette soldati di crimini, tra cui omicidio e mutilazione in relazione a un video in cui i soldati sembrano massacrare dei miliziani.

La missione Onu in Congo ha avvertito in una dichiarazione che l’intensificazione delle operazioni militari «non farà che aggravare la violenza e mettere ulteriormente in pericolo la popolazione civile». La missione ha anche confermato la presenza di 23 fosse comuni nella regione.

In base ad un accordo raggiunto con l’opposizione nel mese di dicembre, Kabila può rimanere in carica fino a dopo le elezioni che si terranno entro la fine di quest’anno. Tuttavia, i negoziati per implementare l’accordo si sono arenate la scorsa settimana per un disaccordo sulla procedura per la nomina di un nuovo primo ministro con il blocco di opposizione principale.

Kabila ha detto nel suo discorso che, se la situazione di stallo persiste, sarebbe andato avanti e avrebbe nominato un primo ministro nelle prossime ore, una mossa cui si è opposta l’opposizione.

Luigi Medici