Katumbi vs Kabila

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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – Kinshasa 20/05/2016. La dirigenza congolese ha stigmatizzato le minacce occidentali di sanzioni se il presidente Joseph Kabila non ponga termine ai suoi 15 anni di mandato con le programmate elezioni a novembre prossimo.

Il messaggio è stato consegnato, in vari modi,

riporta DefenceWeb, a Moise Katumbi, ex stretto alleato del presidente e ora prossimo candidato alla presidenza, percepito all’inizio come testa di legno di Kabila. Il braccio di ferro tra i due potrebbe diventare una prova di forza violenta tra Kabila, succeduto al padre assassinato, e Katumbi, ex governatore del Katanga. La Rdc è il più grande produttore di rame e le grado società minerarie mondiali hanno fatto grandi investimenti nel paese; una situazione di incertezza politica o peggiori guerra civile metterebbe in serie pericolo i loro investimenti.

Il governo ha dichiarato la sua impossibilità ad organizzare le elezioni per novembre causa problemi logistici e la più alta Corte del paese ha stabilito una settimana fa che Kabila sarebbe rimasto al potere fino alle elezioni. I principali partiti di opposizione dicono che questa sentenza è “un colpo di stato costituzionale” e hanno indetto marce di protesta in tutto il paese il 26 maggio per chiedere Kabila dimettersi entro l’anno. Ma Kabila che ha vinto più dei due terzi dei governatori alle recenti amministrative di marzo, avrebbe in mano il controllo locale tramite le forze di sicurezza e vaste reti clientelari. Mentre Denis Sassou Nguesso, Repubblica del Congo, e Paul Kagame, Ruanda, hanno potuto restare al potere modificando le costituzioni dei rispettivi paesi, Kabila non è stato in grado di tenere un approccio così lineare e “legale”. Famoso durante il suo mandato per la distribuzione di biglietti da 100 dollari, Katumbi si presenta come il volto delle persone contro lo stato predatore; suo motto è «Il più grande esercito del mondo è il popolo». Il governo nega le accuse di Katumbi sul colpo di stato, definendole politicamente motivate; mentre Katumbi stesso sta cercando di unificare un’opposizione storicamente fratturata.