RDC. I ribelli estradati in Burundi rischiano la morte

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La Repubblica Democratica del Congo intende estradare quasi 200 sospetti ribelli burundesi. La sua decisione ha creato grandi preoccupazioni nei gruppi per i diritti umani perché potrebbero essere torturati o uccisi al loro ritorno in Burundi.

I 186 presunti ribelli erano stati catturati vicino al confine tra i due Paesi a cavallo della fine del 2015 e l’inizio del 2016, nel mezzo degli scontri successivi all’annuncio del presidente del Burundi Pierre Nkurunziza di correre per un terzo mandato, una decisione avversata dai suoi antagonisti perché violava la costituzione, riporta Defence Web.

«Stiamo ultimando i piani per estradarli», ha detto il portavoce del governo congolese Lambert Mende, «Non possiamo accettare che il Congo serva da base per lanciare azioni ostili nei confronti di un paese membro della Icglr», ha detto Mende, riferendosi alla Conferenza internazionale sui Grandi Laghi.
Almeno 450 persone sono morte dal 2015 in Burundi negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, omicidi politici e un fallito colpo di stato, alimentando i timori di disordini più ampi in una regione ancora ossessionata dal genocidio del Ruanda del 1994.

Le Nazioni Unite denunciarono l’anno scorso che alcuni dei presunti ribelli catturati in Congo avessero confermato di aver ricevuto addestramento militare o di essere sostenuti dal Ruanda, ma Kigali ha negato tutte le accuse.

Le Nazioni Unite e gruppi per i diritti hanno accusato le forze del Burundi di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani e forse crimini contro l’umanità, tra cui esecuzioni sommarie, omicidi mirati, detenzioni arbitrarie, torture e violenze sessuali, accuse che il governo nega.

«I 186 presunti ribelli rischiano di essere sottoposti a gravi violazioni dei diritti umani» afferma la parigina Federazione Internazionale per i diritti Umani, «i tribunali in Burundi oggi non sono imparziali (…) Vi si pratica la tortura». Da parte sua il governo del Burundi ha detto di non avere informazioni sulle estradizioni.

Maddalena Ingrao