Razzi su Israele – Non alimentiamo il fuoco jihadista

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LIBANO – Tiro.  23/08/2013 – Nel pomeriggio di ieri alcuni razzi sono stati lanciati dal sud del Libano, area di Tiro, verso Israele. I media israeliani hanno riferito che uno dei razzi è stato intercettato dal sistema antimissili Iron Dome, altri (alcuni parlano di due altri di tre) sono atterrati nella zone circostanti nei pressi di Nahariya. Ancora non ci sono notizie certe, ma non si sono registrate vittime, ne danni.

 

Dal Military Public Information Officer di Unifil comunicano che in stretto coordinamento con le LAF (Lebanese Armed Forces) hanno avviato un’attività investigativa sulle circostanze dell’evento  e sulla localizzazione del punto di lancio del razzo. Il team investigativo è in contatto anche con le IDF (Israel Defence Forces) per determinare la possibile area di impatto.

Il Force Commander di UNIFIL, Generale di Divisione Paolo Serra, si è messo subito in contatto con i Comandanti delle LAF e delle IDF invitandoli ad esercitare la massima moderazione ed a cooperare con UNIFIL al fine di prevenire un’escaletion che non è nell’interesse delle parti e di agire in modo che l’accaduto rimanga un fatto isolato.

Le parti hanno confermato che per il momento intendono mantenere la situazione sotto controllo, e operare in stretto coordinamento con Unifil. Il Generale Serra ha poi aggiunto «Il lancio di razzi odierno è una grave violazione della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. In particolare tale azione è pericolosa per l’incolumità della popolazione civile. Questo atto dimostra che ci sono persone intenzionate a disturbare la stabilità di quest’area e a mettere a rischio i risultati conseguiti da Unifil e dalle LAF negli anni passati, pertanto condanno fortemente questa violazione, in stretto coordinamento con le LAF, nel rispetto del mandato delle Nazioni Unite, ci impegneremo a risolvere qualsiasi tensione al fine di continuare a garantire la stabilità dell’Area».

La preoccupazione che militanti legati ad al-Qaeda possano aprire un fronte di scontro verso Israele per destabilizzare il confine libanese, roccaforte di Hezbollah, si sta mostrando sempre più reale e potrebbe essere una delle possibili risposte a queste provocazioni. In Siria i jihadisti stanno combattendo a fianco dei ribelli con l’intento di rovesciare il Presidente Bashar al-Assad, sostenuto appunto dalle milizie di Hezbollah. Una dimostrazione che il loro lungo braccio si sta estendendo oltre i confini, ad appena un giorno dalle accuse da loro mosse all’esercito siriano sull’uso di armi chimiche nel sobborgo di Damasco, accuse per ora sostenute solo da alcuni paesi palesemente legati ai ribelli. Tutto questo dovrebbe servire a dimostrare che interventi esterni in un momento così delicato potrebbero definitivamente accendere la miccia Mediorientale.