Qatar torna protagonista in Siria

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QATAR – Doha. 31/07/13. Nuovo incontro tra l’emiro Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani e il presidente della Coalizione Nazionale della Rivoluzione siriana e le forze di opposizione siriane, Ahmad al-Assi Jarbe.

I due leader hanno esaminato gli ultimi sviluppi siriani. L’incontro ha sottolineato la posizione del Qatar a sostegno dei ribelli. Un incontro simile c’era già stato il primo di luglio, ed aveva lo stesso obiettivo di oggi: creare in Siria un nuovo Governo. Secondo l’agenzia di stampa AFP i ribelli siriani dovrebbero costituire un governo a fine agosto. L’opposizione siriana tenterà la formazione di un governo provvisorio nella seconda metà del mese di agosto dopo i vari tentativi falliti. «Mi aspetto la formazione di un governo in esilio circa 10 giorni dopo l’Eid al-Fitr» la festa musulmana che cade l’8 agosto o 9, ha detto all’AFP a Doha, Jarbe. «Ci sono diversi candidati» per la carica di primo ministro, ha aggiunto, dicendo un «saranno scelti per consenso o per elezione».

L’opposizione ha lottato per più di due anni per proporre un fronte unito. Ma l’ultimo tentativo di formare un governo provvisorio però è fallito nel mese di luglio, portando alle dimissioni Ghassan Hitto. Fonti dell’opposizione hanno riferito che la Coalizione Nazionale si riunirà a Istanbul il 3 agosto e il 4 per colloqui sulla formazione di un governo provvisorio. Jarbe ha anche detto che l’opposizione ha bisogno di chiarimenti prima di decidere sui colloqui di pace proposti, tra cui principalmente la posizione della Russia, che sta fornendo sostegno al governo del presidente Bashar al-Assad.

«Diverse questioni devono essere chiarite prima di partecipare alla conferenza di Ginevra 2, tra le quali la posizione russa» ha aggiunto. Jarbe ha poi detto anche: «I negoziati con il regime dovrebbero essere limitati nel tempo», ha detto, aggiungendo che i colloqui «non possono durare tre anni mentre il regime continua ad uccidere la nostra gente». 

Le divisioni tra i gruppi di opposizione e gli ostacoli sollevati dal governo di Assad hanno bloccato gli sforzi per convocare una nuova riunione, secondo i diplomatici. E Jarbe ha confermato che l’opposizione è ancora desiderosa di ricevere armi (sofisticate) per combattere le forze di Assad, che hanno recentemente fatto progressi sul terreno. Jarbe ha chiesto allo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani: armi, aiuti umanitari, supporto politico perché il «Qatar è stato tra i primi paesi che hanno sostenuto la rivoluzione siriana». Jarbe di recente, insieme ai leader dell’opposizione siriana, ha incontrato il presidente francese Francois Hollande e il segretario di Stato Usa John Kerry cui hanno chiesto e supplicato di avere armi nel più breve tempo possibile. 

Sempre oggi, fonte l’agenzia di stampa del Qatar, (QNA, Quatar news agency), l’emiro Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani del Qatar ha affermato a latere dell’incontro con il presidente della Coalizione Nazionale della Rivoluzione siriana e forze dell’opposizione, Ahmad Assi Al-Jarbe: «Sarò sempre con il popolo siriano e non potrò mai rinunciare di dare supporto ai siriani».

Parlando con Qatar News Agency (QNA) a margine della visita a Doha, il presidente della Coalizione Nazionale della Rivoluzione siriana e le forze di opposizione ha affermato che il Qatar è un paese chiave nella questione siriana e tra i primi paesi che hanno sostenuto la rivoluzione siriana .

Al-Jarbe ha riferito all’agenzia che l’emiro ha confermato il pieno appoggio al popolo siriano e all’esito della rivoluzione. Alla domanda se le forze ribelli sono disponibili a coinvolgere Bashar al-Assad nella formazione del nuovo governo, Al-Jarbe ha risposto che «Ogni soluzione politica alla questione dovrebbe non comprende Bashar e la sua cricca».

Ha detto che Bashar dovrebbe essere punito per i crimini che ha portato alla morte di 200mila persone «per questo non possiamo accettare di rimanere al potere con lui e la sua cricca». Il leader dell’opposizione ha chiesto l’esilio per Bashar e per i suoi ministri. 

Jarbe ha aggiunto che: «La conferenze di Ginevra rappresenta un obiettivo, un’aspirazione ma solo se le condizioni sono a favore dei rivoluzionari». Vi è ora un altro problema: le truppe della Guardia Rivoluzionaria iraniana e Hezbollah in guerra per sostenere Bashar al-Assad e questa presenza mina le speranze dei rivoluzionari siriani. Hassan Nasrallah ha detto in TV che Hezbollah è entrato nei territori siriani al fine di garantire Bashar al-Assad. Jerbe ha sottolineato che parteciperanno ai negoziati di Ginevra solo quando l’Esercito libero e le forze rivoluzionarie saranno più forti. 

Il Qatar poi si trova a gestire anche la questione libanese: recentemente esponenti libanesi si sono recati in Qatar per paura di una ritorsione nei confronti dei lavoratori libanesi in Qatar. Ma l’emiro Tamim ha rasserenato i diplomatici elogiando lo sforzo libanese per lo sviluppo del Qatar. Ciò però non risolve la delicata questione di Hezbollah. La cui partecipazione a fianco del regime del presidente siriano Bashar Assad ha indotto i membri del Consiglio di cooperazione del Golfo all’inizio di questo mese a prendere misure contro i sostenitori del partito nei loro paesi. Al momento i Paesi del CCG stanno preparando le sanzioni contro Hezbollah.