South Pars: Doha aiuta Teheran

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QATAR – Doha 26/12/2013. Il Qatar intenderebbe aiutare l’Iran a sviluppare la sua quota del giacimento di gas più grande al mondo, in modo che entrambi i paesi possano raccoglierne i frutti nel lungo termine. a dare notizia della “collaborazione” fonti della compagnia statale Qatar Petroleum (Qp).

Lo stato del Golfo ha offerto il proprio sostegno in risposta ad una richiesta da parte dell’Iran, dopo l’elevata probabilità dell’allentamento della sanzioni a seguito della firma  dell’accordo sul programma nucleare di Teheran. Il giacimento di gas sotto le acque del Golfo, che l’Iran chiama South Pars e Doha North Field, costituisce la quasi totalità della produzione di gas del Qatar e circa il 60 per cento dei suoi proventi export.

La costruzione di impianti di estrazione con le grandi compagnie energetiche occidentali hanno contribuito a fare del Qatar il più grande esportatore di gas naturale liquefatto al mondo, mentre le sanzioni occidentali hanno impedito all’Iran di fare lo stesso.

Preoccupato da una futura sovrapproduzione che potrebbe ridurre i margini di guadagno della sua più grande risorsa, nel 2005, Doha aveva imposto una moratoria sule nuove estrazioni che dovrebbe durare almeno fino al 2015. Iran, che soffre di gravi carenze di gas all’interno del paese, ha incrementato rapidamente la produzione da South Pars faccendone una priorità e in Qatar si teme che questo fatto possa compromettere i tassi di recupero per entrambe gli stati. La nuova fase dei rapporti occidentali con Teheran hanno indotto Doha a condividere alcune delle conoscenze raccolte sui sondaggi del fondale marino.

La Qp ha fatto sapere che «Dopo la firma dell’accordo nucleare, il nostro piano è quello di dargli consigli sulla tecnologia e l’esplorazione geologica del campo». 

Secondo l’International Energy Agency, il campo gasifero del Golfo Persico ha circa 51 miliardi di metri cubi di gas e circa 50 miliardi di barili di condensato, un sottoprodotto che rende la produzione del Qatar una delle economicamente più competitive al mondo. Il nuovo ministro dell’energia iraniano aveva già detto nell’agosto 2013 che intendeva far lavorare insieme i due paesi per massimizzare la produzione e non c’erano all’epoca segnali che potessero far pensare il contrario.

«Abbiamo stabilito canali di comunicazione e le squadre» ha confermato il ministro dell’Energia del Qatar alla Reuters in una riunione dell’Opec a inizio dicembre 2013. La produzione in Qatar è suddivisa tra due società: Qatargas e RasGas. Qp detiene una quota di maggioranza in entrambe le società, con compagnie petrolifere internazionali in possesso di partecipazioni minori nei singoli impianti di produzione.

Qp detiene il 70 per cento di RasGas, mentre ExxonMobil ne detiene il 30 per cento; Qatargas è di proprietà di un consorzio di cui fanno parte Total, ExxonMobil, ConocoPhillips e Royal Dutch Shell.