La “rivoluzione” di Tamim

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QATAR – Doha 1377/13. La decisione di sostituire lo sceicco Hamad bin Jassim come capo della Qatar Investment Authority, fondo sovrano dell’emirato, ha attirato l’attenzione per una serie di motivi, riporta un interessante pezzo di al Monitor. Hamad era stato per anni l’architetto della politica di investimento del Qatar, incarico datogli dall’ex emiro Hamad bin Khalifa Al Thani.

Mentre la nomina di Ahmad al-Sayed, come il nuovo capo del fondo è stata rapida e decisiva in termini di tempi e di implicazioni, è stata misurata e attenta nel suo contenuto, dato che Sayed era stato il Ceo della Qatar Holding, il braccio di investimento del fondo sovrano. 

Il suo nuovo incarico è un’ulteriore indicazione della continuità all’interno delle istituzioni politiche e finanziarie del Qatar e un messaggio di rassicurazione ai partner, a conferma che il trasferimento del potere ad una generazione più giovane sta andando avanti a passi da gigante, ma anche con calma e fermezza.

Forse l’incarnazione più evidente dell’intreccio tra politica e affari del regno precedente, è il rapporto tra Qatar e Francia. Il Qatar si è avvicinato alla Francia durante le elezioni presidenziali del 2007 che elessero Nicolas Sarkozy. 

Sarkozy confermò fin dal primo giorno che non avrebbe continuato il rapporto tra Francia e Arabia Saudita. 

Emerse un nuovo partenariato speciale col Qatar, consacrato dalla liberazione delle infermiere bulgare detenute in Libia e da cambiamenti strategici, come ad esempio la politica francese verso il Libano.

Claude Guéant, il più stretto consigliere di Sarkozy, collaborava con lo sceicco Hamad e la sua squadra. Gli investimenti del Qatar fluivano in Francia in vari settori, dai beni immobili allo sport.

Tra questi l’acquisto della squadra di calcio del Paris Saint-Germain, del Royal Monceau Hotel.

Nel 2012, il valore totale degli investimenti del Qatar in società quotate alla Borsa francese si è attestato a circa 7,6 miliardi di euro. All’inizio del 2013, il fondo sovrano qatarino ha elevato la propria partecipazione in Total Oil and Gas Petroleum Company dal 3% al 5%.

Il Presidente François Hollande durante la sua visita in Qatar nel mese di giugno, ha detto che le relazioni Francia-Qatar sono naturalmente perfette, ma non perfettamente naturali. 

Gli investimenti del Qatar sono, naturalmente, non limitati all’economia francese. Il fondo sovrano del Qatar vale più di 100 miliardi di dollari, è il XIV più grande al mondo, dietro a quelli di paesi come Abu Dhabi, Cina, Kuwait e Russia. Il suo portafoglio di investimenti è diversificata e comprende titoli di istituzioni finanziarie di prim’ordine e società internazionali che coprono una vasta gamma di settori, dai beni immobili ai gioielli.

Il rapporto del Qatar Investment Fund 2011 ha mostrato che l’emirato possiede azioni di  Volkswagen e Porsche, il 17% e il 10%, rispettivamente. Possiede anche la totalità delle azioni della sede in Gran Bretagna di Harrods, nonché il 20% delle azioni della Borsa di Londra, oltre a quelle di Tiffany & Co.

Il coinvolgimento del Qatar nella primavera araba e nel suo finanziamento dei movimenti rivoluzionari non favoriscono la mitigazione del rischio o migliorano il rendimento delle attività economcihe. Fforse per questo che Tamim nel suo primo discorso ha detto: «Continueremo a investire in questi settori, ma saranno più controllate le uscite (…) Se abbiamo fatto grandi investimenti e non abbiamo avuto risultati utili, questo dato non deve passare inosservato».

La decisione di nominare un capo del fondo sovrano del paese è una consacrazione della separazione della politica dalla economia e un passo complementare al processo di trasferimento di poteri.