PYEONCHANG 2018. L’offensiva dell’Esercito delle Bellezze

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L’esercito delle bellezze nordcoreano, cioè il cheerleading team, in rigorose uniformi rosse ha ricevuto molta attenzione alle Olimpiadi Invernali del 2018.

Il gruppo, formato da 230 donne, serve a fare il tifo agli atleti nordcoreani che gareggeranno a Pyeongchang. Sono apparse per la prima volta nel preliminare di hockey su ghiaccio contro la Svizzera e sono diventate virali su Twitter, riporta The Stylist.

Essenzialmente, sono propaganda in forma umana e alla moda; servono a normalizzare e umanizzare, almeno teoricamente, il regime.

Le cheerleader sono scelte dal regime in base a criteri specifici, tra cui l’altezza e il background familiare: devono essere alte più di 1,63 cm e provenire da buone famiglie. Chi suona uno strumento proviene da una banda e le altre sono per lo più studentesse dell’università Kim Il-Sung.

Forse, senza sorprese, si teme che concentrandosi sulle stravaganze e sulle fattezze del cheerleading team, il regime di Kim Jong Un punta ad essere visto sotto altra luce.

«Non fatevi ingannare da tutto questo gusto nell’inviare persone alle Olimpiadi, questi sono solo gesti per confondere» ha detto Shogo Toyota, coordinatore del governo giapponese per quanto riguarda gli affari di sicurezza nippo-statunitensi, riporta The Indipendent.

«Non significa niente. Non li vediamo fare nulla per trovare una soluzione pacifica. Quello che sappiamo è che Kim Jong-un intende portare a termine il suo progetto nucleare e anche il suo progetto missilistico, quello che stanno presentando ora è un falso dialogo. Stanno cercando di inserire un cuneo tra la Corea del Sud e gli alleati», ha proseguito Toyota, che ha ripreso concetti espressi dal portavoce del governo Yoshihide Suga nei giorni precedenti.

Suga, inoltre, aveva detto che simili parole non ingannavano Tokyo. Notando che Pyongyang aveva organizzato una sfilata militare solo un giorno prima dell’apertura dei giochi e ha mostrato quattro tipi di missili balistici già testati l’anno scorso, il portavoce del governo nipponico ha detto: «Questa è la realtà della Corea del Nord. Non possiamo cedere alla sua offensiva del fascino».

Antonio Albanese