Proteste per l’accordo nucleare nippo-indiano

56

di Graziella Giangiulio GIAPPONE – Tokyo 14/11/2016. L’accordo nucleare raggiunto da Giappone e India l’11 novembre è stato accolto con proteste dei sopravvissuti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki del 1945, così come dagli evacuati di Fukushima. Il quotidiano Asahi Shimbun riporta che per i protestanti l’accordo nucleare «è semplicemente insopportabile».
L’irritazione dei protestanti era ancora più accesa perché l’accordo era stato raggiunto con un paese che non ha aderito al Trattato di non proliferazione nucleare, e che possiede armi nucleari.
Secondo loro l’accordo con l’India consente che il combustibile nucleare ritrattato sia usato per lo sviluppo di armi nucleari. Anche le autorità di Hiroshima si sono dette preoccupate, in un comunicato si legge che: «Restano le preoccupazioni sulla conversione per l’impiego nello sviluppo di armi nucleari di materiali nucleari, tecnologia nel settore dell’energia nucleare, materiali e attrezzature». Hiroshima invita il governo giapponese a far pressione sull’India perché aderisca al Tnp nel più breve tempo possibile.

Lo stesso hanno fatto organizzazioni ed enti locali della prefettura di Nagasaki inviando una lettera di protesta al primo ministro Shinzo Abe in cui si chiede il ritiro immediato dell’accordo: «Essendo l’unica nazione al mondo di essere colpito da una bomba atomica, il Giappone ha chiesto l’eliminazione delle armi nucleari (…) Come può il Giappone firmare un accordo con l’India?». Il sindaco della città, Tomihisa Taue, anche rilasciato una sua dichiarazione: «La firma dell’accordo è estremamente spiacevole per una città che è stata colpita da un’arma nucleare».
La sera dell’11 novembre una protesta organizzata da gruppi anti-nucleari si è svolta di fronte all’ufficio del primo ministro a Tokyo; alla manifestazione secondo il giornale hanno partecipato quattro volte i partecipanti.