Preoccupa l’assertività nipponica

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GIAPPONE – Tokyo 14/01/2014. Proseguono  le reazioni e le critiche alla visita del premier Shinzo Abe al tempio di Yasukuni del 26 dicembre 2013, collegate ai timori per il riarmo nipponico e la nuova assertività giapponese nell’area del sud asiatico.

Il presidente sudcoreano Park Geun-hye ha nuovamente criticato l’amministrazione Abe in un’intervista a Bloomberg News, uscita  il 10 gennaio, Park ha respinto la richiesta di Abe per un vertice e ha detto che avrebbe rifiutato di incontrarsi con lui fino a quando il governo di Tokyo non farà di più per espiare il suo passato bellico. Le relazioni tra la Corea del Sud e Giappone sono state a lungo messe a dura prova da differenti posizione sul periodo coloniale nipponico della penisola tra il 1910 al 1945, oltre alla diatriba tra Seul e Tokyo su un minuscolo paio di rocce Corea del Sud controllate nel Mar del Giappone, che Corea del Sud chiama il Mare Orientale . Gli affioramenti sono conosciuti come Takeshima in Giappone e Dokdo in Corea del Sud e si trovano circa a metà strada tra i paesi . La visita di Abe al santuario di  Yasukuni a dicembre 2013 e le dichiarazioni di alcuni membri del gabinetto nipponico sul governo sudcoreano  hanno aggravato i legami già freddi fra i due paesi. La tensioni non si fermano alla sola Corea dl Sud. Anche Singapore ha criticato aspramente la rinnovata assertività nipponica, chiedendogli di chiarirne le reali motivazioni. Singapore ha detto che il Giappone deve “fare di più” per rassicurare i paesi vicini sulle sue intenzioni legate alla creazione di un esercito “forte”. Per il ministro della Difesa di Singapore, Ng Eng Hen, però, resta chiara  l’intenzione nipponica di dotarsi di uno strumento militare efficace per proteggersi: «Questo spostamento dal pacifismo post-bellico è destinata a continuare, anche se vi fosse un cambio di governo», ha detto Ng al Forum Fullerton IISS a Singapore, «Il Giappone dovrà fare di più per assicurare i suoi vicini, alla luce delle sue maggiori capacità militari». Abe sta spingendo la reinterpretazione della Costituzione “pacifista” imposta dagli Stati Uniti dopo la guerra. Abe ha giustificato la mossa mossa politica per consentire alle Forze di Auto-Difesa di venire in aiuto agli alleati e partecipare alle missioni di pace internazionali.