POLO NORD. La via artica rende più sicuro lo stretto di Malacca

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Le rotte marittime artiche potrebbero risolvere il problema della sicurezza dello Stretto di Malacca. Le importazioni di petrolio e gas attraverso la rotta del Mare del Nord eviterebbero il collo d’imbuto tra l’Indonesia e la Malesia, ma sono alti i rischi ambientali, riporta Asia Times

La Cina riceve più della metà delle sue importazioni di petrolio attraverso lo stretto dal Medio Oriente; il Giappone il 90%, la Corea del Sud circa l’80%. Bloccato lo stretto tra Malesia e Indonesia, si paralizzerebbero diverse economie. Lo stretto di 890 km che divide Indonesia e Malesia è largo solo 2,7 km nel suo punto vicino a Singapore, e forma un collo di bottiglia naturale. È il secondo più grande punto di soffocamento del commercio petrolifero del mondo dopo lo Stretto di Hormuz.

Pechino ha da tempo riconosciuto questo tallone d’Achille marittimo, così come Tokyo e Seul. È una delle ragioni per cui la Cina sta costruendo basi nel Mar Cinese Meridionale e sta inviando sottomarini nell’Oceano Indiano. L’idea è quella di posizionare i militari più vicino allo stretto per dissuadere potenziali nemici come gli Stati Uniti e l’India dal chiudere il canale alle spedizioni di petrolio. 

Questa minaccia per la sicurezza in Asia può essere “alleggerita” con l’apertura della rotta del Mare del Nord della Russia e il Passaggio a Nordovest in America del Nord offrirà un modo più breve e meno costoso per spedire il petrolio in Asia da Russia, Norvegia, Groenlandia e Canada. Il riscaldamento globale rende anche più facile spedire il petrolio dall’Alaska alla Cina.

La rotta artica ridurrebbe il rischio di perturbazioni petrolifere per Cina, Giappone e Corea del Sud. La rotta del Mare del Nord si snoda lungo la costa artica russa dal Mare di Kara, lungo la Siberia, fino al Mare di Bering. Lo spostamento avverrà gradualmente nei prossimi 10-15 anni, con quantità crescenti di petrolio e gas artico che raggiungeranno la Cina e altre nazioni asiatiche attraverso la via polare. Un altro punto di soffocamento potrebbe formarsi allo Stretto di Bering tra la Russia e l’Alaska

L’Artico detiene le più grandi riserve di gas non sfruttate al mondo e le sue ultime riserve di petrolio non sviluppate. Il Geological Survey statunitense stima che l’Artico detenga fino a 90 miliardi di barili di petrolio non ancora sfruttato e fino a 1,7 trilioni di metri cubi di gas naturale e 44 miliardi di barili di gas naturale liquido.

Tommaso dal Passo