Movimento 5 stelle, un programma dal sapore regionale per i problemi dell’ITALIA

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Un programma dettagliato con provvedimenti precisi ma che poco inciderebbero sulla ripresa del Paese. Nemmeno un punto dedicato allo sviluppo e crescita dell’Italia. Sono in tutto 7 i capitoli su cui il fondatore del movimento cerca il sì dell’elettore:
1) Stato e cittadini
2) Energia
3) Informazione
4) Economia
5) Trasporti
6) Salute
7) istruzione

Vediamoli nel dettaglio al punto uno: STATO E CITTADINI, Grillo suggerisce di abolire le province, i rimborsi elettorali, accorpamento comuni sotto i 5000 abitanti, conoscenza della Costituzione obbligatoria per gli eletti, restrizione dei mandati elettorali  e qualsiasi altra carica pubblica a due, abolizione dei privilegi parlamentari (per questo potrebbe servire una modifica alla Costituzione art. 69), rivedere la norma sul conflitto di interesse, non eleggibilità dei candidati condannati (in realtà esisterebbe già l’art.96 della Costituzione), partecipazione dei cittadini via web agli incorni pubblici. Eliminazione delle Authority e contemporanea introduzione della class catino (per poter arrivare a questo bisogna riformare il diritto italiano in quanto nel nostro corpus normativo non vi è il diritto punitivo come negli USA in cui la class action è nata), riforma costituzione in materia di referendum in cui il movimento vuole eliminare il comma art.75 in cui si afferma che perché sia valido il referendum bisogna ha raggiungere la maggioranza degli aventi diritto con voti validi in favore di “assenza di quorum”. Discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare.  Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria (questo è già prevista dai regolamenti interni alle Camere), leggi on line 3 mesi prima della promulgazione per i commenti.

ENERGIA. Il progetto del movimento si concentra sul risparmio energetico e solo dopo si verificherà, non è spiegato come, l’eventuale necessità elettrica del Paese, molte le iniziative pensate per impianti di autoconsumo derivanti da biomasse vergini e da fonti rinnovabili. C’è da chiedersi se il movimento ha considerato eventuali effetti collaterali da queste scelte, come la mancanza di fondi per gli investimenti, la reintroduzione dell’agricoltura intensiva e l’aumento dei prodotti ortofrutticoli.
NEL DETTAGLIO:   Il tutto si basa sulla applicazione per tutti gli edifici della legge 10/91 in applicazione della direttiva comunitaria 76/93 sulla certificazione energetica degli edifici. Riduzione del 10% dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti (la domanda è:  dove si possono reperire le risorse finanziarie per adempiere a questa richiesta?).
Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazione energetiche col metodo ECSO.
Riduzione della dispersione termoelettrica delle centrali elettriche. Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore. Estensione degli impianti di micro-cogenerazione ti taglia inferiore a 20kW. Incentivazione della produzione distribuita di energia attraverso fonti rinnovabili. Applicazione rigorosa della normativa sui decreti di efficienza energetica. Eliminazione incentivi del CIP6, Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò. Incentivazioni degli impianti per autoconsumo che utilizzano biomasse vergine e ancora sostegno per chi produce energia dalla fermentazione anaerobica di rifiuti organici.

INFORMAZIONE: cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete internet gratuito per tutti, eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento alle testate giornalistiche (in questo modo sparirebbero molte testate minori che sopravvivono grazie ai finanziamenti, nel mese di novembre 2012 in un giorno si sono venduti 146.406 quotidiani su tutta la penisola, senza il finanziamento si rischia di dare vita a ciò che Grillo vuole evitare il monopolio dei gruppi più potenti su tutti gli altri) .
Limitazione della proprietà delle Tv nazionali al 10% del totale. Assegnazione frequenze attraverso asta pubblica ogni 5 anni. Abolizione legge 488/1999.
Proposta dell’azionariato diffuso per le testate nazionali al posto dei soggetti privati a cui si propone un max del 10%.
Un solo canale televisivo pubblico, il resto venduto ad un azionariato diffuso, Abolizione legge Gasparri, ADSL su tutto il territorio nazionale.
Ritornare alla telefonia pubblica con Telecom a capo della telefonia pubblica. Ripetitori Wimax per per l’accesso mobile diffuso della rete. Eliminazione canone Tv. Allineamento tariffario per le concessioni internet e telefoniche a quelle europee (punto in contraddizione con quanto scritto sulla statalizzazione della linea telefonica e accesso internet gratis per tutti).
Riduzione fino al 5% del tetto di proprietà ad un unico soggetto per le società di raccolta di pubblicità. Riduzione del tempo per la durata della proprietà intellettuale a 20 anni. Abolizione legge Urbani sul Copyright. Divieto per banche, enti pubblici, o para pubblici di partecipare come azionisti alle attività editoriali.  Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento del querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere. Abolizione legge Pisanu sul Wi Fi.

ECONOMIA. Nel programma economico di Grillo vi sono provvedimenti che intervengono su alcuni settori economici ma non vi è traccia di un programma di sviluppo economico del Paese. Non vi sono proposte su come uscire dalla crisi economica, ne di iniziative per lo sviluppo.
Vediamole nel dettaglio: Introduzione class action ( come scritto sopra bisognerà prima procedere a una rivisitazione dell’impianto normativo sul diritto in Italia in quanto nel nostro ordinamento non è previsto il diritto punitivo come vuole l’applicazione della class action di derivazione statunitense), abolizione delle scatole cinesi in borsa (le scatole cinesi  in Italia non sono espressamente vietate ma la Legge Draghi 58/1998 tutela le minoranze, basterebbe applicare o modificare questa). Stesso dicasi per il punto successivo nel programma in materia di reale rappresentanza dei piccoli azionisti. Abolizione Legge Biagi, Grillo dovrebbe dirci in cambio di cosa. Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con prevalente mercato interno. (Anche questo punto è alquanto difficile da interpretare, non si capisce chi vuole smantellare né si capisce in che modo capito chi le vuole smantellare osi possano salvare). Vietare incroci azionari tra banche e industrie.  Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite • Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati • Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia) • Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato • Abolizione delle stock option • Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia (in contraddizione con la statlizzazione della dorsale telefonica), Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato • Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei • Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari. Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa • Favorire le produzioni locali • Sostenere le società no profit • Sussidio di disoccupazione garantito • Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

TRASPORTI. Anche in questo caso ci sono proposte per piccole iniziative locali che poco hanno a che fare con la forte necessità dell’Italia di dare vita a opere viarie strategiche per comunicare e trasportare mezzi, persone, merci, da e per il mondo. Vediamole nel dettaglio:  Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane • Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana • Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette • Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane • Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo • Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti •
• Blocco immediato della Tav in Val di Susa • Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane • Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo • Copertura dell’intero Paese con la banda larga • Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro • Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici • Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet • Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio • Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane • Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

SALUTE. Molto sottile la parte innovativa e rivoluzionaria inerente al sistema sanitario nazionale: GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO (cosa già esistente nel sistema sanitario nazionale per cui molte regioni si trovano con alto deficit perché oltre a curare gratuitamente i cittadini italiani si trova ad assistere gli immigrati e i loro familiari e pazienti migranti da altre regioni). • Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito • Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali • Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità. FARMACI • Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione • Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna). Il punto dedicato alla INFORMAZIONE di fatto è costellato di norme attualmente non applicate per mancanza di fondi, si va dalla informazione alla prevenzione, consumo consapevole aggiornamento medici e infermieri. MEDICI • Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci • Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di Operare nel privato, (per la piena applicazione delle innovazioni e la completa formazione di un medico, in Italia, bisogna passare per le strutture pubbliche le uniche in Italia che possono formare un medico, scindere le carriere a priori potrebbe dare vita a medici non sufficientemente preparati a curare i pazienti perché non hanno avuto una piena formazione)  • Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata • Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari. ORGANIZZAZIONE • Liste di attesa pubbliche e on line • Istituzione di centri unici di prenotazione on line • Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line • Investire sui consultori familiari • Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione dei consigli di amministrazione. Anche per il punto organizzazione non si tratta di novità assolute ma piuttosto di intervenire in quelle regioni dove purtroppo la tecnologia e la digitalizzazione è un’utopia.
LOTTA PER IL DOLOREì • Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e simili) RICERCA • Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica • Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare • Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti • Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture nazionali • Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione AMMINISTRATORI PUBBLICI • Eliminazione degli inceneritori • Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).

ISTRUZIONE • Abolizione della legge Gelmini • Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti • Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale • Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo • Abolizione del valore legale dei titoli di studio • Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica • Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti • Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza) • Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie • Investimenti nella ricerca universitaria • Insegnamento a distanza via Internet • Integrazione Università/Aziende • Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti