Più Cina in Sud America

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di Antonio Albanese PERÙ – Lima 26/11/2016. Il presidente cinese Xi Jinping, al termine di un tour in America Latina, ha di fatto lanciato un ruolo più importante della Cina nel subcontinente americano. Al parlamento peruviano, Xi ha chiesto che la Cina e i paesi dell’America Latina rafforzino il dialogo su questioni globali e rafforzino la cooperazione nel tentativo di costruire un comune destino, riporta Xinhua.
Xi ha notato che la Cina e i paesi latino-americani sono in grado di capirsi e sostenersi a vicenda sugli interessi fondamentali e sulle maggiori preoccupazioni globali.
Il presidente cinese ha proposto che la Cina e l’America Latina ed i Caraibi portino avanti lo sviluppo e la cooperazione pacifica, cerchino sinergie nelle rispettive strategie di sviluppo, accelerino la cooperazione per portare benefici a tutti i popoli. A livello politico, Xi ha osservato che la Cina sostiene i paesi latino-americani nella ricerca di percorsi di sviluppo adatti alle loro condizioni nazionali, acquisendo maggiore forza e prosperità attraverso l’unità, e giocando un ruolo maggiore negli affari regionali e internazionali; nei prossimi tre anni, la Cina aumenterà il numero di opportunità di formazione di vario genere per l’America Latina e i Caraibi. Nel 2015, il volume degli scambi tra la Cina e l’America Latina ha raggiunto 236,5 miliardi di dollari, una cifra aumentata più di 20 volte negli ultimi dieci anni, secondo le statistiche ufficiali cinesi.
Nel 2016, le relazioni Cina-America Latina si sono spostate in avanti con la messa a punto di nuove piattaforme come l’anno di scambio culturale Cina-America Latina e il forum di cooperazione Cina-America Latina tra i governi locali. Attualmente, la Cina è il secondo più grande partner commerciale e terzo più grande paese d’origine degli investimenti dell’America Latina, mentre l’America Latina è il primo partner commerciale della Cina e la settima più grande destinazione di investimenti all’estero.
Al summit dell’Apec a Lima, Xi ha rinnovato il suo appello a portare avanti la costruzione della zona di libero scambio della regione Asia-Pacifico (Ftaap), definendola un’iniziativa strategica fondamentale per la prosperità a lungo termine della regione Asia-Pacifico. Il processo Ftaap è stato lanciato al Meeting 2014 dei leader economici dell’Apec a Pechino. Una volta stabilita la più grande area di libero scambio del mondo, sarebbe in grado di scatenare un vigore economico superiore ad altri accordi commerciali regionali con una stimata crescita per l’economia globale di 2,4 miliardi di dollari, riporta l’agenzia cinese.
Globalizzazione economica, economia aperta, interconnettività regionale, riforme, innovazioni sono state le parole chiave del discorso di Xi: davanti all’aumento del protezionismo e dell’isolazionismo in Europa e Nord America, la leadership cinese è diventata più forte, fornendo apertura commerciale, cooperazione e multilateralismo, riportava ad esempio il quotidiano economico cileno El Mercurio, nel commentare gli interventi del presidente cinese nel suo tour sudamericano. Con l’allontanarsi dell’effettività del Ttp, sta prendendo forza il Rcep, Regional Comprehensive Economic Pertenrship di cui si è discusso al vertice Apec.
Il Rcep conta 16 membri, 10 membri dell’Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e India, pur essendo stato rallentato nella sua negoziazione alla luce del Ttp, con il probabile abbandono del Ttp da parte della nuova amministrazione Trump, sta ricevendo nuove attenzioni come si è registrato a Lima. Ad oggi, il Rcep può diventare il percorso principale per la realizzazione di una zona di libero scambio della regione Asia-Pacifico.
«Dobbiamo stimolare il commercio e far sì che gli investimenti guidino la crescita, prendendo accordi di libero scambio più aperti e inclusivi e sostenere il regime commerciale multilaterale», ha detto il presidente cinese, ribadendo che il Tpp e il Rcep sono possibili percorsi per raggiungere questi obiettivi; «Ribadiamo il nostro impegno per l’eventuale realizzazione della zona di libero scambio Asia-Pacifico come un importante strumento per approfondire ulteriormente il programma di integrazione economica regionale di Apec» recita la dichiarazione finale del summit.