Incriminato l’hacker PIJ

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ISRAELE – Gerusalemme 27/03/2016. Un tribunale israeliano ha incriminato il principale esperto informatico del Jihad islamico palestinese (Pij).

Si tratta di un hacker originario della Striscia di Gaza che è penetrato nei sistemi delle telecamere dei droni militari israeliani e ha raccolto dati sui movimenti degli aeromobili civili, riporta il blog TechWorm. L’hacker palestinese, Maaged Ben Juwad Oydeh, è ​​stato formalmente accusato dal tribunale distrettuale di Beersheba dopo essere stato arrestato dalle forze israeliane all’inizio del 2016. Oydeh è accusato di esser penetrato nelle videocamere della Idf, della polizia e dell’Autorità per la sicurezza stradale, permettendo al gruppo terroristico di studiare la localizzazione di civili e del personale Idf in tempo reale per sparare razzi su Israele dalla Striscia di Gaza. È stato anche accusato di spionaggio, cospirazione, appartenenza a un’organizzazione illegale, e di contatto con agenti nemici. Le sue azioni hanno anche permesso al gruppo terroristico di tracciare i movimenti degli aerei all’aeroporto Ben-Gurion, di visualizzare le liste dei passeggeri dei voli in arrivo e in uscita, tipo di velivolo, peso e orari di atterraggio e di partenza.
Secondo il Jerusalem Post, Oydeh era stato reclutato da Pij quando era un adolescente, gli era stato affidato il compito di gestire la stazione radio del movimento, e ha cominciato a ricevere uno stipendio mensile. Via via Oydeh era riuscito nel 2011 a penetrare nel 2011 i droni Idf. L’hacking è stato operativo fino al 2014 quando Idf ha aggiornato i sistemi. Nel 2015, Oydeh ha hackerato il ministero dell’Interno israeliano per far sapere a Pij i dettagli sulle potenziali reclute e per controllare meglio l’impegno degli agenti Pij. Oydeh ha continuato a riparare e aggiornare i sistemi Pij fino al suo arresto da parte di Israele nel 2016.